Il vitalizio corrisposto al padre che ha donato la farmacia ai figli –
QUESITO

Da quando io e mio fratello abbiamo ricevuto in donazione la farmacia da
ns. padre gli abbiamo sempre corrisposto il vitalizio prelevandolo dai
conti della società, ma recentemente un amico di famiglia ha avanzato il
dubbio che la rendita debba invece essere pagata dai ns. conti personali.

Dalla lettura dello “stralcio” del rogito notarile (allegato al quesito) ci
pare di dover desumere che la donazione della farmacia sia stata effettuata
a favore Suo e di Sua sorella come persone fisiche, che hanno
successivamente regolarizzato tra loro la società formatasi a seguito della
liberalità e a favore della quale andava pertanto riconosciuto il
trasferimento della titolarità della farmacia. Una procedura formalmente e
sostanzialmente del tutto corretta.
Se è così, il Suo “amico di famiglia” ha ragione perché devono essere
appunto le persone fisiche a versare il vitalizio a Vs. padre e non la
società in quanto tale, con la conseguenza che non deve applicarsi neppure
la ritenuta d’acconto.
E, sempre perché erogato da persone fisiche, l’importo non va inserito nel
bilancio della società, ma da Voi semplicemente indicato nel quadro della
dichiarazione dei redditi relativo agli oneri deducibili.

(stefano lucidi)