Gli omaggi natalizi della farmacia a clienti e dipendenti

L’approssimarsi delle festività natalizie ci induce anche quest’anno a
ricordare sinteticamente la disciplina fiscale degli omaggi destinati ai
clienti e di quelli al personale dipendente della farmacia.

Ci riferiamo naturalmente sempre a beni di “modico valore”, che
prevalentemente consistono in dolciumi, ma non di rado in prodotti venduti
nella farmacia stessa (come sappiamo, soltanto cosmetica e parafarmaco).

Rammentiamo anche che l’omaggio natalizio – anche soltanto nei confronti
dei clienti più fedeli – può configurare una valida operazione promozionale
dell’attività a fronte, tutto sommato, di oneri contenuti, e può essere
quindi opportuno approfittarne.

Come accennato, però, per tracciare correttamente il trattamento fiscale di
queste operazioni bisogna distinguere, da un lato, le elargizioni fatte ai
clienti da quelle rivolte invece ai dipendenti e, dall’altro, le cessioni
di beni diversi da quelli commerciati dalla farmacia da quelle riguardanti
proprio questi ultimi (anche se, come vedremo, tale distinzione vale
essenzialmente ai fini iva).

Beni non commerciati dalla farmacia e distribuiti alla clientela.

Dal punto di vista delle imposte sui redditi, gli acquisti di beni di
valore unitario non superiore a 50 euro distribuiti gratuitamente alla
clientela sono, come noto, deducibili per il loro intero ammontare senza
ulteriori condizioni (in particolare, non viene richiesto, come per le
altre spese di rappresentanza, che gli oneri siano commisurati
all’ammontare dei ricavi della farmacia), mentre ai fini dell’iva, a causa
del mancato coordinamento con le regole in materia di imposizione diretta,
la detrazione spetta soltanto se il valore unitario dei beni non supera, al
netto dell’iva, l’importo di euro 25,82.

In pratica, il massimo beneficio fiscale (deduzione integrale del costo ai
fini delle imposte dirette più detrazione integrale dell’iva assolta
sull’acquisto) si consegue soltanto se il costo unitario dell’omaggio resta
contenuto nel richiamato limite di euro 25,82 (e del resto, considerando la
natura dei beni, sembra un limite ragionevolissimo); oltre tale importo, e
sempre fino al “tetto” di 50 euro, si manterrà evidentemente il solo
vantaggio fiscale della deduzione integrale del costo ai fini
dell’imposizione diretta perché l’iva diventerà indetraibile.

Facendo i conti, dunque, e considerando che l’iva, pur se indetraibile,
concorre alla formazione del costo fiscalmente deducibile , per “catturare”
quest’ultimo beneficio fiscale, è necessario che l’imponibile iva dei
nostri regali non superi, rispettivamente, i 48,08 euro in caso di aliquota
del 4%, i 45,45 euro, se l’iva è al 10%, e i 41,32 euro, infine, ove
l’aliquota sia del 21%.

In ogni caso, al momento della consegna del bene non sarà necessario fare
alcunché e neppure scontare imposte di alcun genere, dato che le operazioni
non sono rilevanti ai fini del tributo.

Beni non commerciati dalla farmacia e distribuiti ai dipendenti.

Quanto ai dipendenti, fino al valore – da calcolarsi per anno e per
dipendente – di euro 258,23, gli omaggi non costituiscono per costoro dei
benefit da assoggettare a ritenuta fiscale e contributiva da parte della
farmacia, mentre il relativo costo sarà per quest’ultima fiscalmente
deducibile come spesa per prestazioni di lavoro subordinato; insomma, entro
il “tetto” annuale di 258 euro, l’omaggio non costerà nulla al dipendente
in busta paga in termini di imposte e contributi.

Ai fini iva, invece, dato che le liberalità al personale esulano dal
contesto della disciplina relativa alle spese di rappresentanza, dovrebbe
valere la regola comune in materia di acquisti di alimenti e bevande e,
quindi, i dolciumi acquistati per essere destinati ai dipendenti non danno
diritto alla detrazione dell’iva, e questo anche per importi al di sotto
della soglia dei 25,82 euro; anche in tal caso, però, al momento della
consegna del bene non sarà necessario far nulla e neppure scontare una
qualsiasi imposta, proprio perché anche qui le operazioni non rilevano ai
fini del tributo.

Quanto, infine, alla documentazione da farsi rilasciare dal fornitore al
momento dell’acquisto, non v’è dubbio che essa debba consistere in una
regolare fattura intestata alla farmacia e contenente la descrizione dei
beni acquistati con la specificazione del loro costo unitario, al fine
appunto di evidenziare – qualora esso fosse non superiore a 25,82 euro – il
diritto all’integrale detrazione dell’iva (ove, s’intende, gli omaggi
fossero riservati alla clientela).

Beni commerciati dalla farmacia.

Se gli omaggi natalizi consistono in beni commerciati dalla farmacia, quali
ad esempio cosmetici o altri articoli del c.d. “parafarmaco”, ai fini delle
imposte dirette valgono le stesse considerazioni che abbiamo svolto con
riguardo ai beni non commerciati; per quanto riguarda l’iva, invece, le
cose vanno diversamente, perché – trattandosi di beni che rientrano
nell’oggetto dell’attività dell’impresa – l’iva assolta all’atto
dell’acquisto è sempre detraibile, ma la cessione del bene, seppur
gratuita, è sempre imponibile, indipendentemente dal costo unitario e dal
destinatario dell’omaggio (cliente o dipendente che sia).

La farmacia, pertanto, si troverà a dover assolvere l’iva su tali cessioni,
non intendendo verosimilmente riscuoterla dal cliente e/o dal dipendente
omaggiato.

(franco lucidi)

La SEDIVA e lo Studio Bacigalupo Lucidi prestano assistenza contabile, commerciale e legale alle farmacie italiane da oltre 50 anni!