Ridotti gli intervalli temporali per un secondo contratto a tempo
determinato

Il Ministero del Lavoro ha fornito qualche giorno fa importanti indicazioni
sui tempi di attesa minimi per poter stipulare un secondo contratto a tempo
determinato, senza dover quindi incorrere nella trasformazione a tempo
indeterminato del rapporto.

Sul piano generale è stato intanto chiarito che gli accordi di livello
interconfederale o di categoria possono prevedere la riduzione della durata
degli intervalli per esigenze riconducibili a ragioni organizzative
qualificate, come quelle, ad esempio, connesse all’avvio di una nuova
attività o al lancio di un prodotto o di un servizio innovativo.

In ogni caso, le Associazioni dovrebbero peraltro regolamentare, entro 12
mesi, le fattispecie che permettono tale riduzione.

Ma nella stessa circolare è stato altresì precisato che si riterranno
comunque valide anche altre ipotesi di riduzione degli intervalli ove
previste nella contrattazione nazionale, territoriale o aziendale, perciò
anche per casi diversi o ulteriori rispetto a quelli legati ai ricordati
processi organizzativi.

La farmacia, quindi, per poter procedere in tempi brevi alla stipula di un
nuovo contratto di lavoro a tempo determinato con il dipendente, dovrebbe
concludere uno specifico accordo aziendale – tuttavia avallato da un
sindacato – nel quale siano evidentemente specificate, in particolare, le
motivazioni poste appunto alla base della riduzione dell’”intervallo” dai
canonici 90 a 30 giorni e dai canonici 60 a 20 giorni (rispettivamente per
i contratti superiori ed inferiori a sei mesi).
(marco porry)