Semplificazioni fiscali: l’Agenzia delle Entrate dirama le istruzioni
operative per la remissione in bonis.

Il dl. 16/2012 convertito con l. 44/2012 (il c.d. “decreto fiscale”) ha
introdotto anche numerose semplificazioni per i cittadini e per le imprese.
Una delle più importanti è senz’altro la c.d. “remissione in bonis” che si
presenta, a tutti gli effetti, come una nuova forma di ravvedimento
operoso.
Infatti, in tutti quei casi in cui per l’accesso ad un beneficio di natura
fiscale, ovvero ad un regime opzionale, sia necessaria una preventiva
comunicazione e tale adempimento sia stato trascurato, viene data la
possibilità di rimediare effettuando ora per allora la comunicazione omessa
“entro la prima dichiarazione utile” (come si esprime la norma), cioè entro
il termine di presentazione della prima dichiarazione fiscale da presentare
successivamente al termine previsto per la comunicazione stessa, ed
effettuando il pagamento della sanzione di 258 euro.
Tutto questo purché, beninteso, ricorrano nel caso i requisiti per accedere
a quell’agevolazione e/o a quel regime opzionale e nelle more del
ravvedimento non siano già iniziate da parte del Fisco verifiche, controlli
e/o altre attività di accertamento.
Questo nuovo particolare tipo di ravvedimento è applicabile, tuttavia, ai
soli casi in cui la comunicazione omessa sia prescritta dalla legge a pena
di decadenza come, ad esempio, la comunicazione per l’opzione per la
determinazione dell’Irap in base al bilancio per le farmacie (sia imprese
individuali che società di persone): la sua mancanza, infatti, impedisce
l’applicazione del regime prescelto nonostante la farmacia abbia
concretamente liquidato l’imposta in base ad esso; in altre parole, in tali
evenienze il “comportamento concludente” del contribuente non vale a sanare
l’omissione della comunicazione.
L’opportunità che viene offerta non è quindi di poco conto, perché il
mancato adempimento – che prima era irrimediabilmente sanzionato con
l’inefficacia della scelta operata e con tutte le possibili conseguenze del
caso – oggi potrà essere ravveduto, appunto, nei termini appena richiamati.

L’Agenzia delle Entrate chiarisce inoltre che, in sede di prima
applicazione, il termine entro cui regolarizzare le omissioni effettuate
nell’anno 2012 sia quello del prossimo 31 dicembre anche per le omissioni
che, verificatesi prima del 1° ottobre 2012, si sarebbero dovute
regolarizzare proprio entro il 1° ottobre (termine per la prima
dichiarazione utile).
Dunque, per tornare al nostro esempio, la farmacia che abbia optato
dall’anno 2012 per la determinazione dell’Irap in base al bilancio, ma
abbia omesso di inviare la comunicazione entro i 60 giorni dall’inizio del
periodo di imposta (1° marzo 2012), potrà ora rimediare all’errore
comunicando l’opzione entro il 31 dicembre 2012 e versando la sanzione di
258 euro, purché, come accennato, non sia stata nel frattempo raggiunta da
controlli e/o accertamenti da parte dei Fisco riguardanti anche
quell’adempimento.

(franco lucidi)