La Cassazione sull’iscrizione di ipoteca

La Suprema Corte è tornata sullo spinoso problema dell’iscrizione
ipotecaria per debiti tributari.

Già sappiamo che, dopo le modifiche introdotte dal D.l. 70/2011 all’art. 77
del D.P.R. 602/73 che disciplina la fattispecie, l’Agente della riscossione
è tenuto – prima di iscrivere ipoteca sugli immobili del debitore – a
notificare “una comunicazione preventiva contente l’avviso che, in mancanza
del pagamento delle somme dovute entro il termine di 30 giorni, sarà
iscritta ipoteca”.

Ebbene, tornando alla questione della comunicazione preventiva, la
Cassazione ha stabilito che l’Agente della riscossione vi è tenuto soltanto
per le ipoteche da iscrivere successivamente alla entrata in vigore della
novità, vale a dire dal 14 maggio 2011; per le ipoteche iscritte
precedentemente, quindi, non vi era alcun obbligo.

In particolare, gli ermellini precisano che tale obbligo non deve essere
“confuso” con quello tuttora vigente di cui all’art. 50, comma 2 dello
stesso DPR 602, e per il quale l’Agente – se la procedura esecutiva non è
iniziata entro un anno dalla notifica del pagamento – è tenuto a
notificare un avviso di intimazione ad adempiere entro 5 giorni.

Per costante giurisprudenza, invero, “espropriazione” ed “iscrizione di
ipoteca” non sono due cose diverse e la seconda non costituisce un atto
iniziale dell’espropriazione immobiliare, ma semplicemente un atto ad essa
preordinato e strumentale (Cassazione SS.UU. 2010/4077).

Ricordiamo, infine, che, dopo le modifiche introdotte dal solito decreto
fiscale D.l. 16/2012, l’espropriazione immobiliare non può essere avviata
se il debito per cui si procede non supera complessivamente i 20.000 euro.

(stefano lucidi)

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