Fuori (al momento) le farmacie dal regime premiale per i “virtuosi” da
studio di settore

Come abbiamo ricordato qualche tempo fa, il decreto “Salva Italia” (art.
10, comma da 9 a 13 del d.l. 201/2011 convertito, con modificazioni, con l.
214/2011) ha introdotto un regime premiale per le imprese e i
professionisti che si rivelino particolarmente “virtuosi” con riguardo agli
studi di settore.

In sostanza, nei confronti dei soggetti che risultino congrui (anche per
effetto dell’adeguamento spontaneo in dichiarazione) e coerenti (con
riferimento a tutti gli indicatori di coerenza elaborati per lo specifico
studio di settore fino alla sua ultima evoluzione: conseguentemente sia i
“vecchi” che i “nuovi”) e che abbiano compilato “fedelmente” ed
integralmente il modello relativo allo studio stesso: a) sono preclusi gli
accertamenti induttivi (cioè quelli basati non su riprese analitiche ma su
pure presunzioni, anche se dotate dei requisiti di gravità, precisione e
concordanza); b) è ridotto di un anno il termine di decadenza per
l’accertamento (da quattro a tre anni); c) il reddito complessivo
accertabile con il c.d. accertamento “sintetico” deve essere superiore di
almeno un terzo (e non di un quinto, come prevede la regola generale) di
quello dichiarato.

L’annualità di partenza per l’applicazione del nuovo regime è il 2011 ma –
eccoci al problema – non immediatamente per tutte le attività.

Essendo stata prevista, infatti, la possibilità di differenziare i termini
di accesso al regime premiale, il provvedimento dirigenziale attuativo
dello scorso 12 luglio ammette per il 2011 soltanto 55 studi su un totale
di 206 applicabili (sulla base, per inciso, del grado di elaborazione degli
indicatori di coerenza economica), tra i quali, però, non vi è lo studio
VM04U applicabile alle farmacie.

Conseguentemente le farmacie, che pure per l’anno 2011 abbiano soddisfatto
tutti i requisiti previsti dal nuovo regime premiale, non potranno
beneficiarne, e anzi, almeno sul piano teorico, per effetto dell’esclusione
saranno tra i soggetti su cui l’Agenzia delle Entrate prevede di
concentrare le verifiche, creando così un’ingiustificata disparità di
trattamento tra chi – comportandosi correttamente nei confronti del Fisco –
sia inserito immediatamente nelle 55 attività ammesse al regime premiale e
chi – comportandosi magari allo stesso modo – se ne veda almeno per il
momento escluso.

Per di più, gli “schermi” previsti per i contribuenti congrui dall’art. 10,
comma 4-bis e 10-ter della l. 146/98 (inibizione di accertamenti
presuntivi, nei confronti dei congrui nell’anno in corso e nel precedente,
qualora lo scarto tra ricavi dichiarati e ricavi accertati sia pari o
inferiore al 40% fino ad un massimo di 50mila euro, e sempre che non siano
applicabili le sanzioni per infedeltà od omissione dei dati nei modelli
degli studi di settore) restano applicabili fino all’annualità 2010; dal
2011 vale, per l’appunto, il nuovo regime premiale.

Sarebbe quindi opportuno in questo quadro che l’Agenzia delle Entrate
concordasse su una interpretazione estensiva della disposizione abrogativa
ammettendo che i vecchi “schermi” restano validi nei confronti dei
“virtuosi” non ammessi da subito al regime premiale – tra i quali le
farmacie, lo ricordiamo – anche oltre l’annualità 2010 e fino a che
naturalmente non vengano ammessi; diversamente, questi soggetti
rimarrebbero per quegli anni completamente, e del tutto irragionevolmente,
“scoperti”.

(stefano civitareale)

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