La disdetta del locatore e la (non) configurabilità del rinnovo tacito

Non è sufficiente che il locatore continui a percepire il canone di
locazione successivamente alla disdetta del rapporto di locazione e il
conduttore continui a detenere il locale affittato, perché si possa
configurare un rinnovo tacito del contratto di locazione.

È quanto statuito in una sentenza di questi giorni dal Tribunale di Roma,
che ritiene infatti necessario un comportamento positivo del locatore
idoneo ad evidenziare una precisa volontà negoziale (quella appunto di
rinnovare il contratto di locazione) diversa da quella espressa con la
disdetta.

Depone in questi termini, secondo il Tribunale, la migliore interpretazione
dell’art. 1597 del cod.civ.

(Studio Associato)

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