Per l’adeguamento Istat del canone una fattura del locatore può essere
sufficiente

Il locatore può informare il conduttore circa la sua volontà di aggiornare
il canone in base alla variazione Istat dell’indice dei prezzi al consumo
anche (semplicemente) inviandogli la fattura di addebito con l’importo del
canone aggiornato.

La Cassazione, infatti, ha stabilito (sent. n. 16068 del 21/9/2012) che la
facoltà di cui all’art. 32 della l. 392/78 (“le parti possono convenire che
il canone sia aggiornato annualmente su richiesta del locatore per
eventuali variazioni del potere di acquisto della lira [ora Euro – ndr]”)
non prevede una particolare forma per il suo esercizio.

Tuttavia, poiché – come gli stessi supremi giudici precisano nella sentenza
– “in assenza di qualsiasi prescrizione normativa che richieda una forma
particolare, le parti, nell’esplicazione della loro autonomia contrattuale,
sono libere di stabilire, a loro scelta, le modalità attuative della
richiesta, prescritta dalla l. n. 392 del 1978, art. 32”, qualora le parti
del rapporto concordino contrattualmente che la comunicazione al conduttore
debba avvenire in una forma determinata (ad esempio: lettera raccomandata
con A.R.), si ritiene che l’aggiornamento del canone debba essere
riconosciuto (e pagato) dal conduttore soltanto a decorrere dalla
comunicazione ricevuta appunto nella specifica forma convenuta.

(tullio anastasi)

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