L’accertamento di maggior valore nei contratti sottoposti a condizione
sospensiva

Come è ben noto, l’efficacia dei contratti di cessione di farmacia
(soprattutto a titolo oneroso) è sottoposta sospensivamente alla condizione
legale (prevista nell’art. 12, terzo comma, della l. 475/68) del rilascio –
da parte dell’autorità competente – del prescritto provvedimento di
riconoscimento del trasferimento della titolarità dell’esercizio, e quindi
sino ad allora il negozio traslativo non produce effetti.

È dunque una condicio iuris che però fa spesso soffrire i farmacisti
(specie in alcune aree del nostro Paese), dato che le Asl colgono
l’occasione della presentazione dell’istanza di riconoscimento per
“rivisitare” il fascicolo della farmacia e – laddove rilevano qualche
carenza (riguardante, ad esempio, il famoso nullaosta tecnico-sanitario) –
impediscono nel concreto che il trasferimento della farmacia produca i suoi
effetti (con tutto quel che sul piano pratico, e specie economico, può
derivarne) fino a che tutto non sia in regola.

E possono talora intercorrere parecchi mesi, qualche volta persino più di
un anno, perché il cessionario possa finalmente essere immesso nel possesso
dell’esercizio.

Assume pertanto rilievo una recente sentenza della Corte di Cassazione che
ha precisato che, ai fini della valutazione del bene ceduto per la relativa
imposizione ad imposta di registro (rammentiamo che in caso di
compravendita l’imposizione è pari al 3% dell’ammontare imponibile
corrispondente al valore venale in comune commercio determinato
indipendentemente dal prezzo pattuito), il momento fiscalmente rilevante è
quello della data del verificarsi della condizione – proprio perché
sospensiva, come detto – e pertanto quella di consegna o notifica del
provvedimento che riconosce il trasferimento della titolarità a nome e
favore del cessionario.

Ai sensi dell’art. 43 del T.U. dell’imposta di registro, infatti, la base
imponibile è individuata dal valore del bene appunto alla data in cui si
producono i relativi effetti e perciò, in questo caso, al verificarsi della
condizione.

In tempi in cui le norme sul servizio farmaceutico vengono incise ogni
giorno di più dai vari provvedimenti (Salva Italia, Cresci Italia, Spending
Review e quel che ulteriormente potrà vedere la luce), forse questa
pronuncia potrà rivelarsi, se non altro, di una qualche utilità quando sia
necessario difendere nelle sedi opportune – a maggior ragione per le
cessioni operate a “cavallo” del periodo – il corrispettivo della vendita
dichiarato nel rogito.

(franco lucidi)

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