In caso di variazione del luogo di deposito delle scritture contabili –
QUESITO

Lo scorso giugno per la mia farmacia ho cambiato commercialista ed il
precedente, riconsegnandomi la documentazione contabile, mi ha raccomandato
di effettuare presso l’Agenzia delle Entrate la comunicazione di variazione
del luogo di deposito delle scritture contabili. Ma non spetterebbe a lui
questo adempimento?

Il quesito ci offre l’occasione per un rapido approfondimento di una
vicenda sulla quale, per la verità, non tutti hanno le idee chiare, come è
vero che lo scorso anno l’Agenzia delle Entrate è stata costretta a
dedicarvi un “documento di prassi” (Risoluzione n. 65/E del 14/06/2011).
Ebbene, l’obbligo della comunicazione della variazione del luogo di
deposito delle scritture contabili – previsto dall’art. 35, comma 3, del
D.P.R. 633/72 – è sempre a carico del soggetto depositante e perciò, nel
nostro caso, della farmacia.
Pertanto, sul precedente depositario (cioè, il commercialista “uscente”)
non grava personalmente alcun obbligo di comunicazione, anche se è cessato
il rapporto di deposito e le scritture contabili sono state restituite alla
farmacia ex-cliente.
La stessa conclusione si deve trarre anche per il nuovo depositario (cioè,
il “commercialista entrante”), che a rigore non sarebbe infatti neppure lui
tenuto ad effettuare la comunicazione, essendo questo un adempimento –
ripetiamo – che spetta soltanto al depositante.
Nel concreto, tuttavia, sappiamo che sarà proprio il “nuovo” commercialista
a provvedere generalmente alla trasmissione telematica del relativo
modello, ma su incarico del cliente depositante, adempiendo quindi
all’obbligo quale intermediario e non a titolo personale.
Anzi, il “precedente” commercialista, precisa ancora l’Amministrazione
finanziaria, ha persino il diritto di acquisire dall’ex-cliente la prova
dell’avvenuta comunicazione, al fine di opporre la variazione stessa in
caso di accessi o richieste documentali da parte dell’Amministrazione
finanziaria.
E, nell’eventualità che egli non abbia conferma dell’avvenuta presentazione
della comunicazione, l’“uscente” potrebbe in astratto anche comunicare
all’ufficio dell’Agenzia delle Entrate (territorialmente competente sulla
base del domicilio fiscale del contribuente) l’avvenuta risoluzione del
rapporto di deposito allegando copia del verbale di riconsegna delle
scritture contabili.
Per completezza (pur se, stando al quesito, non è questo il caso),
precisiamo anche che tale comunicazione potrebbe essere inoltrata dal
“precedente” commercialista anche laddove egli sia stato impossibilitato a
restituire le scritture contabili all’ex-cliente, indicandone però in ogni
caso le ragioni; e questo, per consentire evidentemente all’Agenzia delle
Entrate di venire a conoscenza, anche se non per il canale ordinario,
dell’avvenuta variazione e assumere i provvedimenti del caso.
(roberto santori)

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