Gli accertamenti per le annualità “coperte” da condono Iva dichiarato
illegittimo

Come forse si ricorderà, una sentenza del luglio 2008 della Corte di
Giustizia europea ha dichiarato incompatibile con l’ordinamento europeo la
norma approvata con legge italiana del 2002 sul condono dell’Iva, con la
conseguenza pratica – ovviamente di grande rilievo – che tutte le istanze
presentate, sempre e soltanto in materia di Iva, non hanno avuto alcuna
efficacia e con l’ulteriore obbligo per il giudice nazionale di
disapplicare la normativa sul condono Iva.

Proprio tenendo conto di questo precedente europeo, l’Agenzia delle Entrate
ha notificato ad un professionista un avviso di rettifica per l’anno 2002
oltre il termine di decadenza previsto dalla legge, ma sfruttando la norma,
prevista sempre nel provvedimento del condono, che prorogava di due anni i
termini per la notifica degli accertamenti.

La Commissione tributaria di Lecce ha annullato l’ avviso impugnato,
precisando che se è vero che il condono Iva è venuto meno, è altrettanto
certo che l’Amministrazione finanziaria non può più usufruire della proroga
di due anni prevista dalla legge stessa.

Dunque, un esito positivo per il contribuente, che si è visto esposto
all’azione di accertamento da parte del Fisco, pur avendo egli fatto
legittimo affidamento su una norma di legge pienamente in vigore a quel
momento, e approvata dal Parlamento nonostante la sua contrarietà, come si
è ricordato, ai principi comunitari.

(stefano lucidi)

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