La cassa negativa fa scattare l’accertamento induttivo

Ancora una recentissima sentenza della Suprema Corte (n. 17004 del 5
ottobre 2012) di grande interesse per un’impresa, perché torna sullo
spinoso problema della cassa negativa.

In sintesi, un “rosso” di cassa costituirebbe di per sé una prova certa di
evasione, e in questi casi il Fisco si potrebbe limitare a contestare la
circostanza senza avviare ulteriori verifiche, dato che – precisano gli
ermellini – la chiusura “in rosso” è lì a dimostrare che le spese (uscite)
registrate sono superiori ai ricavi (entrate) registrati e, quindi,
intuibilmente, mancherebbero all’appello (almeno) ricavi per importo pari
al disavanzo evidenziato dal negativo di cassa.

Starebbe a questo punto al contribuente dimostrare – probatio diabolica,
vista la macroscopica anomalia contabile – che nonostante questo non si è
verificata alcuna evasione.

È superfluo raccomandare ancora una volta la massima attenzione ai saldi
di cassa, nei quali non è agevole neppure per il commercialista incaricato
della contabilità intervenire adeguatamente e dunque la diligenza e
l’attenzione dell’impresa sono imprescindibili.

(franco lucidi)

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