Riservata alla farmacia è la “croce verde”, non una “croce” qualunque…

Con sentenza n. 7697 del 12/9/2012, il Tar Lazio ha accolto il ricorso di
un titolare di parafarmacia contro il diniego, da parte di Roma Capitale,
dell’autorizzazione all’installazione di una croce con impianto a neon di
colore blu, con la scritta “parafarmacia”, ritenendo – con riguardo alla
deliberazione della Giunta laziale n. 864/2006 – riservato comunque alla
farmacia l’utilizzo “tout court“ di una croce all’esterno del locale.

Secondo il Tar, infatti, l’Amministrazione comunale ha erroneamente
interpretato e applicato la delibera regionale (laddove prevede che “in
ogni caso non dovranno essere utilizzate denominazioni e simboli che
possano indurre il cliente a ritenere che si tratti di una farmacia”) e
soprattutto l’art. 5 del d.lgs. n. 153 del 2009, che – intendendo, aggiunge
la sentenza, “fare chiarezza sull’utilizzazione del simbolo della croce” –
precisa che “al fine di consentire ai cittadini un’immediata
identificazione delle farmacie operanti nell’ambito del Servizio sanitario
nazionale, l’uso della denominazione: «farmacia» e della croce di colore
verde, su qualsiasi supporto cartaceo, elettronico o di altro tipo, è
riservato alle farmacie aperte al pubblico e alle farmacie ospedaliere”.

Ne deriva, per i giudici laziali, che interdetto è in realtà soltanto l’uso
di “denominazioni e simboli che siano potenzialmente idonei ad indurre i
consumatori in equivoco circa la natura di farmacia dell’esercizio” e che
“deve ritenersi senz’altro tale il contestuale utilizzo della denominazione
“farmacia” e della croce di colore verde”.

Perciò la denominazione “parafarmacia” e l’apposizione all’esterno del
locale di una croce di colore diverso (nella specie, come detto, blu),
conclude la sentenza, “non sono vietate dalle norme vigenti”, perché –
questo il punto – non idonee a “ingenerare alcuna confusione nei
consumatori ai fini dell’individuazione della esatta tipologia di
servizio”.

È una decisione con cui – specie tenuto conto del ricordato disposto
dell’art. 5 del d.lgs. 153/09 – si può convenire.
(gustavo bacigalupo)

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