Se il titolare di farmacia è un naturopata – QUESITO

Il farmacista laureato anche in naturopatia può eseguire il test
d’intolleranza alimentare con metodo bioenergetico non invasivo presso la
propria farmacia, limitandosi a rilevare l’intolleranza e a consigliare al
paziente di eliminare dalla propria alimentazione l’alimento suddetto per
un breve periodo di tempo o a sostituirlo con altri similari?

Almeno al momento quella di naturopata non è una professione sanitaria, pur
se (ed una rapida ricerca sul web lo può confermarlo…) giacciono presso gli
organi legislativi diversi progetti normativi presentati per elevare a
questo rango (del resto, di professioni sanitarie ne sono state
riconosciute nei primi anni ’90 ben 24, dopo quelle storiche di medico,
farmacista e veterinario) un’attività che tuttora è però soltanto una
pratica (peraltro, in crescente diffusione: basti pensare ai farmaci e
alle terapie omeopatiche) o, meglio, un “approccio” – alternativo a quello
della medicina ufficiale – ai problemi della salute e al benessere della
persona in senso lato.

È vero che sono previsti corsi triennali di “laurea” in naturopatia, ma se
ne ricevono soltanto attestati che non sono affatto abilitanti (come è,
invece, per il podologo, il dietista, ecc.).

Riguardo, poi, ai test sulle intolleranze alimentari praticati con tecniche
non invasive riconducibili alle metodologie naturopatiche (come quella c.d.
“bioenergetica” da Lei citata), già qualche tempo fa (v. Sediva news del
25/06/2010) giungemmo alla conclusione che, non trattandosi di test
riconosciuti dalla medicina ufficiale, non implicano alcun “atto” medico in
quanto tale, anche se possono essere inseriti in un percorso diagnostico-
terapeutico nel quale il medico curante abbia valutato l’opportunità di
ricorrervi.

Conseguentemente, secondo noi, il farmacista cha abbia conseguito un
attestato (o “laurea” nel senso ricordato) in naturopatia è senz’altro
autorizzato a eseguire questi test anche nella propria farmacia, sempreché
siano evidentemente attuati con metodiche appunto non invasive quali la
misurazione della tensione muscolare, il metodo kinesiologico, il test DRIA
ecc., ed escludano comunque il prelievo di campioni di sangue dal paziente.

In realtà, infatti, attuando queste pratiche il naturopata non esercita,
per quanto detto, alcuna (altra) professione sanitaria e non può quindi
certamente incorrere nel divieto di cui all’art. 102 del TULS (“Il
conseguimento di più lauree o diplomi dà diritto all’esercizio cumulativo
delle corrispondenti professioni o arti sanitarie, eccettuato l’esercizio
della farmacia che non può essere cumulato con quello di altre arti o
professioni sanitarie”).

(stefano civitareale)

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