Il decreto sviluppo

E’ entrato in vigore il 26/06/2012 l’attesissimo decreto sviluppo, cui è
stato affidato il compito di “dare una scossa” all’economia.
Queste le principali novità.

Ripristino dell’’iva per le cessioni e locazioni di nuove costruzioni
Il locatore di fabbricati strumentali (uffici e negozi) può optare per
l’applicazione dell’iva nel contratto di locazione; stessa facoltà anche
per gli abitativi ma solo se locati da imprese di costruzione o di
ripristino. Le locazioni di fabbricati strumentali possono essere esenti
iva anche se affittate a privati ovvero a soggetti titolari di partita iva
che effettuano operazioni esenti in misura superiore al 75%.

Finanziamento per le piccole e medie imprese
Le piccole e medie imprese possono emettere cambiali finanziarie (che è uno
strumento monetario di breve periodo che può tuttavia essere utilizzato per
un termine non superiore a 18 mesi dalla data di emissione dei titoli) e
obbligazioni (strumento finanziario, invece, di medio e lungo periodo) da
collocare esclusivamente presso investitori qualificati e destinati alla
circolazione soltanto tra tali investitori.
L’emissione deve essere assistita da uno sponsor (sgr, Sicav, intermediari
finanziari, banche autorizzate) e l’impresa deve possedere determinati
requisiti di bilancio tali da assicurare il rimborso dei finanziamenti
effettuati con tali modalità.

Modifiche alla legge fallimentare
Allo scopo di agevolare le imprese in crisi, è prevista la possibilità di
presentare al Tribunale una richiesta di concordato preventivo, senza
tuttavia allegare la situazione aziendale e la relazione di fattibilità del
piano per il pagamento in forma ridotta dei creditori, che potrà essere
invece presentato successivamente (tra i 60 e 120 giorni), in modo che
sostanzialmente l’imprenditore in difficoltà finanziaria possa godere da
subito delle protezioni previste dalle norme vigenti (le disposizioni della
legge fallimentare e di quelle introdotte dallo stesso decreto sviluppo)
appunto per il concordato preventivo, quali a) l’impossibilità per i
creditori di iniziare o proseguire azioni esecutive sul patrimonio del
debitore; b) la moratoria di un anno dei crediti privilegiati; c) lo
scioglimento (previa però l’autorizzazione del giudice) dei contratti
onerosi che ostacolano la ripresa (esclusi tuttavia i rapporti di lavoro
dipendente e le locazioni); d) il pagamento dei fornitori funzionali
all’attività e alla possibilità di ottenere finanziamenti prededucibili.
Vengono inoltre meno per le società di capitali in difficoltà gli obblighi
relativi alla ricapitalizzazione del capitale sociale a seguito di perdita,
che pertanto non costituisce causa di scioglimento del contratto sociale.

Srl a capitale ridotto
Nasce una nuova srl il cui capitale sociale può variare da 1 a 9999 euro e
che sia partecipata solo da persone fisiche che abbiano compiuto più di 35
anni di età alla data della costituzione. Le norme ricalcano quelle per le
srl c.d. semplificate che prevedono sempre un capitale ridotto ma per le
persone fisiche di età inferiore a 35 anni, e con la differenza che nella
“nuova” srl (c.d. srlcr) l’amministrazione può essere affidata a persone
fisiche diverse dai soci.

Sistri
È stata rinviata al 30/06/2013 l’operatività del Sistri.

Modifiche al codice di procedura civile
E’ stato introdotto uno sbarramento all’ammissibilità degli appelli in
materia civile, perché il giudice ha ora facoltà di dichiarare
inammissibile l’impugnativa quando non abbia un ragionevole probabilità di
essere accolta. La norma non si applica alle cause introdotte con il
processo ad istruttoria breve ed è in ogni caso salva la facoltà di adire
la Cassazione sia pure producendo i soli motivi esposti con l’atto di
appello.
I motivi di impugnativa delle sentenza avanti la Suprema Corte sono stati
comunque ridotti, perchè è stato eliminato quello relativo all’
insufficienza e contraddittorietà della pronuncia impugnata.
E’ stata inoltre modificata la “Legge Pinto” che disciplina il risarcimento
dei danni derivanti dall’eccessiva durata del processo, assumendo come
“durata media accettabile” quella di sei anni (tre per il primo grado, due
per l’appello e uno per la Cassazione) e introducendo comunque dei limiti
al risarcimento, fissati quello minimo a € 500 e quello un massimo di €
1500 per anno di ritardo).

Detrazioni irpef per ristrutturazioni edilizie delle abitazioni
Le detrazioni irpef per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio,
dal 2012 “confluite” nel nuovo art. 16-bis del TUIR, vengono notevolmente
potenziate per favorire il rilancio del settore: la misura della
detrazione, infatti, viene portata dal 36% al 50% e il tetto di spesa su
cui calcolare la detrazione, sempre riferito a ciascuna unità immobiliare,
viene “sopraelevato” da 48.000 a 96.000 euro. Tutto questo per le spese
sostenute (fa fede, dunque, la data del bonifico!) dal 25 giugno 2012 al 30
giugno 2013.
Dal 1° luglio del prossimo anno, tuttavia, la detrazione non scompare ma
torna, come dire, alla normalità (36% di detrazione e 48.000 euro di spesa
massima agevolabile).

Detrazioni irpef per il risparmio energetico
Come sappiamo, le detrazioni irpef per gli interventi volti al
conseguimento di risparmio energetico sugli edifici esistenti (il famoso
“55%” per le caldaie, gli infissi, i pannelli solari, ecc.) previste dalla
legge 296/2006 sono state prorogate fino al 31 dicembre 2012.
Prima delle modifiche operate dal decreto sviluppo di cui daremo subito
conto, gli interventi in materia di risparmio energetico avrebbero dovuto
confluire a partire dal 2013 nelle “nuove” detrazioni irpef 36% previste,
appunto, dall’art. 16-bis del TUIR (lettera h) che premia, per inciso,
anche gli interventi eseguiti in assenza di opere edilizie.
Invece, con le novità introdotte da questo provvedimento tale agevolazione
“sopravvive” in sostanza fino al 30 giugno 2013 per quegli stessi
interventi e con i tetti di spesa previsti per ciascun intervento che
conosciamo, e però con l’aliquota ridotta dal 55% al 50%, riduzione che si
applica comunque soltanto a partire dal 1° gennaio 2013.
Ma v’è di più. Le “nuove” agevolazioni (chiamiamole così) per il risparmio
energetico di cui alla lettera h) dell’art. 16-bis, che avrebbero dovuto
entrare in funzione dal 2013, sono invece in vigore già da quest’anno e
inoltre, per il periodo 25/06/2012 – 31/12/2012, esse convivono con le
“vecchie” agevolazioni (anch’esse) del 55% con l’aliquota maggiorata (dal
36% al 50%) ed il raddoppio del limite di spesa (da 48.000 a 96.000 euro).
In pratica, per questo periodo saranno applicabili, alternativamente, le
due agevolazioni salvo una prossima migliore conoscenza dei “confini” della
nuova agevolazione che infatti rimanda genericamente alla “normativa
vigente in materia”.
Dal 1° gennaio 2013 e fino al 30 giugno 2013, in ogni caso, resteranno
soltanto le “nuove” agevolazioni di cui alla lettera h), seppur
“potenziate” come appena chiarito; le “vecchie” agevolazioni del 55%
andranno definitivamente in soffitta.
Infine, dal 1° luglio 2013 – salve eventuali ulteriori proroghe (!) –
“rimarrà quindi, per qualsivoglia intervento finalizzato al conseguimento
del risparmio energetico, la sola “nuova” detrazione del 36% della lettera
h) dell’art. 16-bis, ma nelle misure ordinarie (36% di aliquota e 48.000
euro di limite di spesa).
~
Su questi aspetti di maggior rilievo, come su eventuali altri, torneremo
dopo la conversione in legge del provvedimento.
(Studio Associato)

La SEDIVA e lo Studio Bacigalupo Lucidi prestano assistenza contabile, commerciale e legale alle farmacie italiane da oltre 50 anni!