Le agevolazioni fiscali per l’assistenza personale.

Dall’anno scorso mia madre, non più autosufficiente, ha bisogno
dell’assistenza di una badante. E’ vero che sono previste agevolazioni
fiscali nella dichiarazione dei redditi per queste spese?

In primo luogo è bene chiarire che lo stato di non autosufficienza che
darebbe diritto alle agevolazioni fiscali deve risultare da una
certificazione medica, e che inoltre non è dato solo dall’impossibilità di
provvedere autonomamente al compimento degli atti della vita quotidiana
(alimentarsi, provvedere all’igiene personale, vestirsi, ecc.) ma anche
dalla necessità di sorveglianza continuativa da parte di un terzo.

Chiarito questo, le spese sostenute per le c.d. “badanti” danno diritto ad
una detrazione del 19% delle spese stesse fino ad un importo non superiore
a € 2.100 (in pratica, si può usufruire di una detrazione massima di €
399).

La detrazione è riconosciuta anche se le spese sono sostenute non nel
proprio interesse, ma in quello di un familiare a carico, non
necessariamente fiscalmente a carico (in pratica, un familiare per il
quale non si ha diritto ad usufruire delle detrazioni per carichi di
famiglia).

Tra le spese detraibili rientrano tutti gli oneri riconnessi al servizio di
assistenza personale al netto, diremmo, dei soli eventuali contributi
previdenziali e assistenziali obbligatori per la parte a carico del datore
di lavoro, per i quali è prevista, invece, una deduzione ad hoc dal reddito
complessivo, come diremo tra un momento.

All’assunzione della “badante”, quindi, potrebbe provvedere sia
direttamente la persona che usufruisce dell’assistenza, sia un suo
familiare sempre nell’interesse di questa, facendo però attenzione, al
momento della scelta, che in ogni caso dal 2007 la detrazione viene meno se
il sostenitore della spesa ha un reddito complessivo annuo superiore ai
40mila euro.

Le spese devono, poi, essere adeguatamente documentate con una ricevuta
firmata dalla “badante“ stessa, contenente – oltre, naturalmente, ai dati
di quest’ultima – il nome, cognome, luogo e data di nascita, residenza e
codice fiscale del soggetto che effettua il pagamento e, se la spesa è
sostenuta nell’interesse di un familiare, anche il nome, cognome, luogo e
data di nascita di quest’ultimo.

Infine, come riconosce la stessa Agenzia delle Entrate, la detrazione in
questione si aggiunge alla deduzione – per la parte a carico del datore di
lavoro – dei contributi previdenziali ed assistenziali obbligatori versati
per la “badante” per un importo massimo di € 1.549,37, deduzione che, come
noto, “pesa” in termini di sconto d’imposta in misura corrispondente
all’aliquota dell’ultimo scaglione di reddito raggiunto nella
dichiarazione.

(stefano
civitareale)

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