Il concorso straordinario e la preclusione decennale – QUESITO

Circa un anno fa ho trasformato la mia piccola farmacia sussidiata in una
sas per fare entrare mia sorella dieci anni più piccola; ma ora l’Ordine mi
dice che con questa operazione non potrei più partecipare al concorso anche
se sono socio di farmacia rurale sussidiata, dovendo aspettare 10 anni. E’
vero questo? Sto perdendo una occasione unica perché da questa farmacia non
ricaviamo nulla e mia sorella e’ appena abilitata e ha poche possibilità di
vincere.

Anche se ora, per la verità, nutriamo alcune certezze in meno rispetto alle
nostre stesse prime interpretazioni dell’art. 11 della l. 27/2012 (perché
l’incastro descrittivo tra “ammessi” e “non ammessi” che affiora nel comma
3 può ragionevolmente far insorgere almeno qualche dubbio…) siamo tuttora
anche noi propensi a credere che l’avvenuto conferimento in sas della Sua
farmacia – che civilisticamente è considerato una vendita – implichi per
Lei la preclusione a partecipare a qualsiasi concorso (compreso dunque
quello straordinario) per 10 anni, e questo, nonostante si trattasse e si
tratti ancor oggi di una farmacia rurale sussidiata.

Per scelta della l. 475/68, infatti, la cessione della farmacia comporta
per il titolare, indipendentemente dalle modeste o modestissime dimensioni
imprenditoriali, il realizzo dell’azienda, quanto basta – secondo,
ripetiamo, l’intendimento del legislatore del ’68 che volle evitare
speculazioni troppo ravvicinate nel tempo sui trasferimenti degli esercizi
(non dimentichiamo che la l. 475/68 introduceva per la prima volta il
principio della libera cedibilità delle farmacie di diritto comune, sino ad
allora beni “fuori commercio”) – per far scattare la preclusione decennale,
di questi tempi francamente molto meno comprensibile di allora.

Sua sorella potrebbe invece partecipare al maxi concorso (senza dover
preventivamente cedere la sua quota sociale), pur se, stando a quanto Lei
riferisce, non avrebbe grandi possibilità di successo.

(gustavo bacigalupo)

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