Impresa familiare o lavoro subordinato con il figlio? – QUESITO

È stato posto al ns. Ordine un quesito da parte di un titolare che,
intendendo assumere alle proprie dipendenze suo figlio (farmacista), chiede
se sussista l’obbligo di costituire un’impresa familiare o se sia possibile
procedere all’assunzione con il CCNL attuale, tenendo conto che il figlio
ha una residenza diversa da quella dei genitori.

La risposta è agevole, perché quel titolare di farmacia potrà liberamente
scegliere sia l’uno (impresa familiare) che l’altro (lavoro subordinato)
tipo di rapporto per disciplinare le prestazioni lavorative del figlio in o
per la farmacia.

Beninteso, quando il titolare dell’impresa dia il suo consenso – anche
semplicemente per facta concludentia – allo svolgimento nella o per
l’azienda di prestazioni lavorative da parte di un proprio familiare, e
tali prestazioni non siano disciplinate diversamente (con la
formalizzazione, cioè, di un rapporto di lavoro subordinato, o di
co.co.co., o di co.co.pro., o di lavoro occasionale, ecc.), si forma di
diritto, residualmente, un’impresa familiare, come tale regolata
naturalmente dall’art. 230 bis cod.civ.

Tornando dunque al quesito, non sussiste in capo a quel titolare di
farmacia alcun “obbligo di costituire un’impresa familiare” con il figlio,
potendo egli – si ribadisce, del tutto liberamente – optare per un rapporto
di lavoro subordinato, a tempo pieno come part-time, a tempo indeterminato
come a tempo determinato, e indipendentemente sia dall’inquadramento (1°
livello o altro livello) come dal luogo di residenza del figlio.

In ogni caso, l’interessato deve tenere ben presente la grande diversità –
sotto parecchi profili – dell’impresa familiare rispetto al lavoro
subordinato, come del resto abbiamo già avuto occasione di chiarire anche
in questa sede.

(gustavo bacigalupo)

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