L’Imu per il settore agricolo

Nell’imminenza del termine di versamento del primo acconto della nuova
imposta (18 giugno 2012) è opportuna una rapida rassegna delle regole
relative al settore agricolo.

Terreni agricoli. Per i terreni agricoli – anche quelli temporaneamente
lasciati a riposo, secondo le varie tecniche agricole – posseduti e
condotti da coltivatori diretti e Imprenditori Agricoli Professionali
(I.A.P.) iscritti nella previdenza agricola, l’imposta si calcola su un
valore ottenuto applicando all’ammontare del reddito dominicale rivalutato
del 25% il moltiplicatore di 110 anziché quello di 135, valido per tutti
gli altri terreni.

Questi terreni, inoltre, sono soggetti all’imposta limitatamente alla
parte di valore che eccede i 6.000 euro, e con le seguenti riduzioni di
imposta: del 70 per cento sulla parte di valore eccedente i 6.000 euro e
fino a 15.500; del 50 per cento sulla parte di valore eccedente i 15.500
euro e fino a 25.500 euro; del 25 per cento sulla parte di valore eccedente
i 25.500 euro e fino a 32.000 euro.

Tali esenzioni, riguardando il soggetto possessore del terreno e non il
terreno in quanto tale, devono essere calcolate proporzionalmente al valore
dei terreni eventualmente posseduti in più comuni, nonchè alla quota di
possesso e al periodo dell’anno in cui sussistono le condizioni per il loro
ottenimento (in pratica, la qualità di coltivatore diretto o IAP).

Fabbricati rurali. Come regola generale, i fabbricati rurali – sia a
destinazione abitativa che strumentale all’esercizio dell’attività –
scontano l’imposta e la diversa destinazione assume rilievo soltanto ai
fini dell’ individuazione delle aliquote applicabili.

Conseguentemente, il fabbricato–abitazione principale pagherà l’acconto con
l’aliquota dello 0,40%, mentre, quanto ai fabbricati rurali strumentali: a)
è prevista l’applicazione dell’aliquota ridotta del 0,2%, che i comuni
possono comunque ancora ridurre fino allo 0,1%; b) inoltre, per quelli
siti nei comuni (anche solo parzialmente) montani è contemplata addirittura
l’ esenzione dall’imposta; c) infine, l’acconto – da versare entro il
prossimo 18 giugno – è pari al 30% dell’imposta dovuta applicando
l’aliquota ordinaria.

Ricordiamo anche che fabbricati rurali sono ormai tutti quelli che
soddisfano i requisiti posti dal D.L. 557/93 a qualsiasi categoria
catastale appartengano, essendo venuta meno la disposizione (art. 7, comma
2. D.L. 70/2011) che richiedeva ai fini della ruralità l’accatastamento in
A6 (abitazioni) o D10 (strumentali).

Da ultimo, i fabbricati rurali ancora accatastati unitariamente ai terreni
devono essere iscritti entro il 30 novembre 2012 nel catasto fabbricati;
per tali fabbricati – per il solo anno 2012 – il versamento dell’imposta
deve essere effettuato in un’unica soluzione entro il 17 dicembre con le
aliquote (a questo punto) definitive.

(stefano
civitareale)

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