Il nuovo contratto di apprendistato – QUESITO

Vorremmo un quadro generale della disciplina attuale dell’apprendistato,
che il consulente del lavoro ci ha indicato come estremamente conveniente.

La riforma del lavoro, che sta per essere approvata verosimilmente con
l’immancabile ricorso alla fiducia, dovrebbe in realtà invogliare sempre
più le aziende ad assumere apprendisti, ma questo, se porterà indubbiamente
vantaggi ai datori di lavoro, non altrettanto sembrerebbe per i giovani,
perché anche la nuova disciplina del rapporto appare destinata solo in
parte a dare agli apprendisti una formazione qualificata.

Ecco comunque una sintesi di questa tormentata tipologia lavorativa.

Secondo il d.lgs. 14/9/11 n. 167 (il c.d. Testo Unico dell’Apprendistato),
quello di apprendistato è “un contratto di lavoro a tempo indeterminato
finalizzato alla formazione e alla occupazione dei giovani” ed è declinato
in tre versioni diverse:

– apprendistato per la qualifica e per il diploma professionali, per
giovani da 15 a 25 anni, della durata di 36 o 48 mesi;

– apprendistato professionalizzante o contratto di mestiere, per giovani
di età compresa tra 18 e 29 anni, della durata di 36 o 60 mesi;

– apprendistato di alta formazione e ricerca, per giovani in una fascia
di età da 18 a 29 anni, di durata variabile rimessa all’autonomia
decisionale delle singole Regioni.

L’apprendistato consente ai lavoratori di quelle fasce d’età di portare
avanti un percorso di formazione e lavoro, assicurando nel contempo alle
imprese datrici di lavoro alcuni importanti vantaggi sul piano fiscale ed
economico in generale. In particolare, la normativa precedente prevedeva un
sistema contributivo così strutturato:
– aziende con almeno 10 dipendenti: aliquota agevolata pari al 10% della
retribuzione imponibile ai fini contributivi;
– aziende con non più di 9 dipendenti: aliquota dell’1,5% per il primo
anno di apprendistato, del 3% per il secondo anno e del 10% per il terzo
anno e per tutti quelli a seguire.

Con i nuovi contratti di apprendistato 2012 presi in considerazione dalla
c.d. legge di stabilità (l. 183 del 12/11/2011, in GU. 14/11/11), invece, i
datori di lavoro che impiegano non più di 9 dipendenti (la gran parte delle
farmacie, pertanto, vi rientrano), e che decidono di assumere un
apprendista nel periodo di tempo compreso tra il 1° gennaio 2012 e il 31
dicembre 2016, beneficiano di uno sgravio contributivo del 100% per i primi
tre anni, e pagano i contributi nell’aliquota del 10% negli anni
successivi. Un’agevolazione che lo Stato ha intenzione di finanziare
annualmente con una cifra di 200 milioni, 100 dei quali saranno destinati
all’apprendistato professionalizzante.

Infine, se le agevolazioni introdotte per i contratti di apprendistato sono
evidentemente consistenti, per prevenire o ridurre gli abusi è però anche
contemplato un regime di controlli rigidi e di multe rilevanti per i
trasgressori; la condizione imprescindibile per la fruizione degli sgravi è
in ogni caso l’effettivo svolgimento della formazione prevista dal
contratto di apprendistato, perché diversamente il datore di lavoro dovrà:

– “restituire” i contributi “risparmiati” ma maggiorati in misura pari al
doppio del loro ammontare;

– corrispondere una sanzione amministrativa variabile da 100 a 600 euro
per ogni violazione (da 300 a 1.500 in caso di recidiva);

– assumere l’apprendista con contratto a tempo indeterminato ove questi
ne faccia richiesta.

(giorgio bacigalupo)

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