Sulla gestione ereditaria – QUESITO

Sorella farmacista direttore tecnico della farmacia ereditata dal padre e
fratello non farmacista, anch’egli partecipe alla gestione ereditaria. Come
risolvere il rapporto tra loro?

Il decesso di un farmacista titolare individuale della farmacia comporta
l’insorgere di diritto di una società di fatto incidentale tra i suoi
eredi, che potranno gestire la farmacia in via provvisoria ereditaria per
il tempo previsto dalla legge, entro il quale dovranno cedere l’esercizio
farmaceutico ad un farmacista in possesso dei prescritti requisiti
professionali soggettivi.

Quanto alla durata della gestione, ove il decesso sia avvenuto prima del
7 agosto 2006 (data di entrata in vigore del decreto Bersani), i termini
erano fissati in tre anni, o in dieci anni se uno degli eredi in linea
retta o il coniuge risultasse iscritto alla facoltà di farmacia al momento
della morte o entro l’anno successivo, ovvero, se più lungo, fino al
compimento del trentesimo anno di età del più giovane degli eredi.

Invece, nell’ipotesi in cui il decesso sia avvenuto dopo il 6 agosto
2006 (e naturalmente anche prima del 25 marzo 2012, data di entrata in
vigore della legge di conversione del dl. liberalizzazioni), il termine di
gestione provvisoria è di due anni, mentre gli eredi del titolare deceduto
dal 25 marzo in poi potranno gestire in via provvisoria l’esercizio fino al
compimento del sesto mese dalla data di presentazione della dichiarazione
di successione, che verosimilmente gli eredi avranno cura di produrre alla
competente Agenzia delle Entrate in prossimità della scadenza del termine
legale di un anno sempre dal decesso (quindi complessivamente, nel
concreto, la gestione provvisoria può durare in questi casi circa 18
mesi).

E’ opportuno quindi conoscere come si colloca l’evento morte del titolare
della farmacia individuale cui Lei si riferisce, perché le soluzioni
(civilistiche e fiscali) per il trasferimento della titolarità della
farmacia in capo alla sorella farmacista sono molteplici, tenendo tuttavia
sempre conto anche della durata legale della gestione provvisoria.

Escludendo, infatti, ipotesi di liberalità tra fratelli (sempre molto
delicate), se la società di fatto incidentale (o della snc, o della sas
eventualmente nel frattempo tra loro regolarizzata) è insorta da meno di
cinque anni, si potrebbe pensare allo scioglimento della società stessa
con contestuale assegnazione della farmacia, in neutralità fiscale, a
favore della sorella in possesso dei requisiti prescritti, salvi eventuali
altri accordi tra fratelli.

Ma, in ogni caso, se il decesso è avvenuto anteriormente al I luglio 2011,
sembra più corretto ipotizzare una cessione onerosa della quota della
società di fatto (del fratello non farmacista a favore della sorella
farmacista), prevedendo un corrispettivo di cessione da determinare
d’intesa tra le parti e da liquidare in conformità agli accordi,
esercitando però la facoltà concessa dal legislatore tributario di
rivalutare le quote della società (anche di fatto), che deve essere
effettuata proprio a quella data mediante perizia asseverata da
professionista iscritto in albo, e che consentirà di versare entro il 30
giugno p.v. il 4% del valore periziato a titolo di imposta sostitutiva,
che sostanzialmente esaurirà le pretese del Fisco in ordine alla cessione
qui ipotizzata.

La vicenda prospettata, in definitiva, va risolta tenendo conto dei vari
fattori cui si è fatto cenno.

(stefano lucidi) SL /lm

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