Varie sul nuovo limite all’uso dei contanti

A seguito della modifica delle norme relative all’antiriciclaggio (cfr.
art. 12 del DL 201/2011) e alle news sul tema (vedi Sediva News del
21/12/2011 in Piazza Pitagora n. 605 e dell’08/02/2012 in Piazza Pitagora
n. 608), vogliamo ora dare una rapida risposta almeno ad alcune delle tante
richieste di chiarimento che ci sono pervenute al riguardo.

Pagamento di colf e badanti

D – Dovendo corrispondere alla colf che presta servizio presso la mia
abitazione un importo pari ad € 1.850.00, posso effettuare il pagamento in
contanti?

R – A partire dallo scorso 1° febbraio non è più possibile effettuare
operazioni di trasferimento di denaro contante, tra soggetti diversi, per
importi superiori ad € 999,99.

La regola generale stabilisce che, se le somme da trasferire raggiungono la
soglia di € 1.000,00, l’operazione deve essere eseguita per il tramite di
strumenti tracciabili messi a disposizione da banche, Poste italiane o
istituti di moneta elettronica (bancomat, bonifici, carte di credito
ecc..).

Tali disposizioni valgono anche per il pagamento dello stipendio delle colf
e delle badanti, ed è pertanto necessario invitare queste ultime a munirsi
di un conto corrente presso un istituto bancario o postale sul quale poter
appunto effettuare l’accredito del compenso, specie evidentemente in caso
di superamento del limite legale, quel che risulterà comunque fisiologico
in occasione del cumulo dei compensi per lavoro straordinario, tredicesima
mensilità o T.F.R..

Versamento dell’ incasso della farmacia

D – Sono consentiti versamenti in banca degli incassi della farmacia,
anche giornalieri, e dei prelevamenti per pagare i fornitori, per importi
superiori ai 1.000 euro?

R – Il versamento bancario del denaro derivante dagli incassi dell’attività
commerciale e il prelevamento di somme in un ammontare superiore alla detta
soglia dei 999,99 euro non costituiscono violazioni al divieto, perché in
tali circostanze non si realizzano trasferimenti di denaro tra soggetti
diversi, ma tra un soggetto e una banca, che, come sappiamo, è un
intermediario finanziario abilitato.

Va anche aggiunto che operazioni di versamento e prelevamento possono
essere oggetto di segnalazione soltanto se – ma non è questo il Suo caso –
l’intermediario ha acquisito informazioni che possano rendere le operazioni
sospette e quindi, come tali, in possibile violazione alla normativa
antiriciclaggio.

Pagamento frazionato dello stipendio di un proprio dipendente

D – Nella mia farmacia vi è un dipendente che da sempre preferisce
percepire il proprio stipendio in contanti. Per non contravvenire al nuovo
limite, posso pagargli la retribuzione in due rate (entro il 15 ed il 30
del mese) entrambe in contanti ed inferiori ad € 1.000,00?

R – La risposta (che naturalmente vale anche per i collaboratori domestici)
può essere individuata all’interno del “riformulato” art. 49 del D.Lgs. n.
231/2007, che dispone il divieto di trasferire denaro contante di importo
pari o superiore a 1.000 euro “anche quando è effettuato con più pagamenti
inferiori alla soglia che appaiono artificiosamente frazionati”.

Dunque, in mancanza di una prassi consolidata circa il pagamento delle
retribuzioni in forma rateale, ci pare senz’altro di doverLe sconsigliare
questa soluzione, perché esporrebbe sia Lei che il dipendente a
contestazioni e sanzioni (pur se verosimilmente poco probabili) anche in
presenza di un accordo (formalizzato) tra voi per il pagamento dello
stipendio in più soluzioni.

Può essere forse consentito liquidare un acconto della retribuzione mensile
in contanti di importo inferiore alla soglia stabilita, ma il saldo, anche
se di ammontare modesto, deve essere comunque erogato con modalità
tracciabili.

Combinazione di pagamento: contanti/assegno

D – Devo acquistare un divano da mettere in soggiorno dell’importo

di € 1.650,00. È possibile effettuare il pagamento sino ad € 999,99 in
contanti e il resto con un assegno bancario?

R – La risposta è senza dubbio affermativa. Il contante utilizzato rispetto
alla singola operazione non deve essere complessivamente superiore alla
soglia dei 999,99 euro. Perciò, in quel caso è possibile combinare il
pagamento in contanti sino alla soglia consentita e la parte residua con
modalità tracciabili (assegno bancario, postale,

circolare, bonifico e altri strumenti similari).

Trasferimento di contanti tra padre e figlio

D – Posso corrispondere denaro contante a mio figlio per un importo
superiore a 1.000 euro, necessari per affrontare le spese relative ad un
viaggio di studio?

R – L’Agenzia delle Entrate, in occasione dell’appuntamento di Telefisco
2012 dello scorso gennaio, ha chiarito che i soggetti che intervengono
nell’operazione di trasferimento di contanti non influiscono
sull’applicabilità della sanzione per la violazione della norma in oggetto.
Dunque un figlio minorenne, anche se fiscalmente a carico del padre, non
può ricevere denaro contante neppure da quest’ultimo se di importo
superiore ad € 999,99, in quanto tale operazione, seppur all’interno della
famiglia, costituisce pur sempre un trasferimento di denaro tra soggetti
diversi.

Pagamento dilazionato di una fattura

D – La fattura di un fornitore della farmacia di importo pari ad €
2.600,00 prevede una modalità di pagamento rateale a 30, 60 e 90 giorni. È
consentito pagare in contanti le singole frazioni?

R – L’operazione è lecita, perché i pagamenti a scadenze prefissate sono
frutto di un’ordinaria dilazione di pagamento secondo i normali usi
commerciali, a condizione che tale modalità sia riportata in fattura, a
dimostrazione di un preventivo accordo tra le parti.

Pagamento del canone mensile di locazione

D – Un contratto di locazione prevede un canone annuo pari ad €
9.000,00. Si concorda un pagamento mensile del canone di €
750,00 in contanti. È un comportamento compatibile con le recenti
disposizioni in materia di limitazione all’uso del contante.

R – Trattandosi anche qui di un accordo preventivo tra le parti che
prevede il pagamento di un canone mensile sotto la soglia dei 1.000 euro,
non dovrebbero sorgere problemi rispetto al divieto dell’utilizzo del
contante.

Invece, se il contratto, ad esempio, prevede la liquidazione del canone in
soluzioni trimestrali di importo complessivamente pari a € 2.250,00, le
modalità di pagamento devono essere quelle tracciabili, come pure nel caso
in cui il conduttore corrisponda in ritardo le mensilità elevando l’importo
complessivo pagato oltre la soglia consentita.

Fatture dello stesso fornitore pagate lo stesso giorno

D – Posso pagare in contanti, e nello stesso giorno, due fatture dello
stesso fornitore, ciascuna di importo inferiore ai 1.000,00 euro,
considerato il fatto che complessivamente l’ammontare delle due fatture è
superiore ai 1.000,00 euro?

R – Di fronte a più fatture si ritiene possibile il pagamento in contanti
quando il singolo trasferimento, collegato alla singola fattura, è sotto la
soglia di riferimento. Oggetto di osservazione è quindi il valore
dell’operazione documentato dalle singole fatture.

Pagamento di una cartella Equitalia superiore a 1.000 euro

D – È ammesso il pagamento in contanti al concessionario della riscossione
(Equitalia) di una cartella esattoriale di importo superiore ai 1.000 euro?

R – Dato che il pagamento di una cartella esattoriale viene operato presso
un soggetto che non è un intermediario finanziario abilitato, il pagamento
in contanti di una cartella esattoriale presso un Comune, o presso lo
stesso Concessionario della riscossione, comporta una violazione del
divieto.

Quindi, i pagamenti delle cartelle esattoriali superiori a 1.000 euro
devono essere fatte mediante mezzi di pagamento tracciabili.

Responsabilità della violazione

D – Se pago in contanti oppure ricevo un pagamento in contanti oltre la
soglia limite, su chi grava la sanzione? Su colui che paga la somma in
contanti o su chi riceve?

R – In tal caso, come già accennato, l’art. 58 del D.Lgs. 231 del 2007 non
fa nessuna distinzione tra chi trasferisce il denaro e chi lo riceve.

Anche la giurisprudenza e la dottrina sembrano concordare in questa
direzione e del resto ambedue gli attori della transazione hanno posto in
essere un comportamento atto ad eludere il divieto legale.

(mauro giovannini)

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