Gettoni e scontrini fiscali – QUESITO

Anche nella nostra farmacia per l’utilizzo degli apparecchi automatici di
autodiagnostica, vengono venduti dalla nostra cassa dei gettoni. Mi pare
che ne abbiate già parlato, ma non ricordo se è necessario anche qui
battere lo scontrino fiscale?

In realtà è un quesito a cui abbiamo già risposto, ma che ci viene
riproposto assai spesso pur essendo agevole per chi segue la Rubrica
ricercarvi i vari temi trattati (è sufficiente, infatti, entrare nel sito
www.sediva.it e successivamente nel link “Sediva news”, ricercando –
all’interno di quest’ultimo – le news precedenti digitando una “chiave di
ricerca” che in questo caso sarebbe stata, ad esempio, “gettoni”).

In ogni caso, a meno che il cliente non richieda lo scontrino parlante per
poter beneficiare della detrazione fiscale, le cessioni e le prestazioni
effettuate mediante apparecchi automatici, funzionanti a gettone o a moneta
sono espressamente esonerate dall’obbligo di emissione dello scontrino
fiscale (cfr. l’articolo 2, comma 1, lettera g) del D.P.R. 696/1996).

L’esonero, però, non si estende all’obbligo di registrazione dei relativi
corrispettivi i quali, pertanto, devono essere annotati nell’apposito
registro allo stesso modo di tutti gli altri corrispettivi “scontrinati”
dalla farmacia.

A fine giornata, quindi, sarà necessario battere uno scontrino fiscale
riepilogativo per l’importo risultante dal contatore dell’apparecchio –
corrispondente al numero dei gettoni utilizzati nel giorno stesso – così da
riepilogare anche questi corrispettivi nel totale giornaliero incassato da
annotare, per l’appunto, nel registro dei corrispettivi.

(paolo liguori)

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