Nel dl. Monti passa a regime l’agevolazione del 36% e c’è ancora un anno di
proroga per quella del 55%.
Gli sconti in dichiarazione per interventi di recupero del patrimonio
edilizio sono stati promossi, dopo anni di proroghe “a singhiozzo”, a
sconti permanenti, sostanzialmente con le stesse caratteristiche che
conosciamo e per gli stessi tipi di interventi, ma con alcune modifiche,
talora anche penalizzanti; ecco in sintesi le novità, con l’avvertenza che
la loro efficacia decorre soltanto dal 1° gennaio u.s. e quindi per tutto
il 2011 resta ferma la vecchia disciplina.

Immobili colpiti da eventi calamitosi. Il beneficio è concesso anche per
ogni tipo di intervento finalizzato al recupero degli immobili colpiti da
calamità naturali pur se non a destinazione abitativa, e si estende anche
agli eventi calamitosi per i quali lo stato di emergenza sia stato
dichiarato prima dell’entrata in vigore della legge di conversione
(28/12/2011).

Via l’ultra-sconto per gli anziani. La detrazione è ripartita sempre in
dieci rate annuali ma viene meno la facoltà per gli ultra-settantacinquenni
e gli ultra-ottantenni di ripartire la detrazione, rispettivamente, in
cinque e in tre rate.

Benefici liberamente trasferibili in caso di vendita. Viene confermata la
possibilità, in caso di cessione del bene, di poter trasferire o meno lo
sconto fiscale all’acquirente con la differenza, però, che in mancanza di
accordo delle parti il beneficio va sicuramente a chi compra, quel che
peraltro era la regola in vigore fino all’introduzione della
“negoziabilità” della detrazione operata dalla c.d. “manovra d’estate” (l.
148/2011) la quale, comunque, nulla diceva per il caso di mancato accordo.

Dal 1° gennaio, pertanto, se l’atto d’acquisto non si pronuncia,
l’agevolazione – come nel passato – passa automaticamente al compratore;
diversamente, spetterà secondo gli accordi delle parti espressi nel rogito;
in caso di trasferimento mortis causa, invece, viene confermato che lo
sconto si trasferisce esclusivamente agli eredi che conservino la
detenzione materiale e diretta dell’immobile.

Ancora un anno per il vecchio 55%. Solo un anno in più (almeno per il
momento), invece, per le detrazioni irpef riconosciute su interventi volti
alla realizzazione del risparmio energetico per edifici esistenti, che
vengono però estese anche agli interventi di sostituzione di scaldacqua
tradizionali con quelli a pompa di calore dedicati alla produzione di acqua
calda sanitaria.

Dal 2013 le opere finalizzate a questi stessi obiettivi – comprese quelle
per la installazione di impianti basati sull’impiego di fonti rinnovabili,
come i pannelli solari per la produzione di acqua calda – passeranno
(sembra definitivamente) alla detrazione del 36%, e però con il vantaggio
che interventi del genere potranno essere realizzati anche in assenza di
opere edilizie propriamente intese, ma pur sempre “acquisendo idonea
documentazione attestante il conseguimento di risparmi energetici in
applicazione della normativa vigente in materia”.

Sembra di capire, quindi, che dal 2013 le agevolazioni fiscali in materia
di risparmio energetico, pur se ridotte nella misura (dal 55% al 36%),
riguarderanno una rosa di interventi molto più ampia di quella attuale,
arrivando a comprendere anche opere che, sempre conseguendo un risparmio
energetico, non implichino però alcun intervento sull’immobile.

Un anno in più, tuttavia, che farà comodo, specie a coloro che, avendo in
corso nel 2011 lavori che non avrebbero potuto concludere entro il 31
dicembre scorso, sarebbero stati costretti a forzosi pagamenti anticipati
per beneficiare appieno dell’agevolazione.

(stefano civitareale)

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