Sul ravvedimento operoso – QUESITO

VERSIONE ORIGINALE DEL 18/01/2012

Non sono stato in grado di pagare le imposte relative al 2° acconto
Irpef/Irap 2013 con scadenza il 30 novembre 2013 (oltre 10.000 euro).
Volendo versare l’importo dovuto utilizzando il ravvedimento operoso il
prossimo 20 febbraio, a quanto ammontano le sanzioni e gli interessi
aggiuntivi?

Con l’art. 13 del D.Lgs. n. 472/97 è stato dunque introdotto nel nostro
ordinamento l’ormai famoso istituto del ravvedimento operoso, che consente
al contribuente di regolarizzare le infrazioni commesse in fase di
versamento di tributi (praticamente di qualsiasi tributo), o anche, più in
generale, in sede di dichiarazione di redditi, con l’applicazione di
sanzioni ridotte oltre agli interessi legali maturati per ogni giorno di
ritardo, a condizione che la violazione commessa non sia stata già
constatata dall’Amministrazione finanziaria e, comunque, non siano iniziati
accessi, ispezioni, verifiche o altre attività amministrative di
accertamento fiscale riguardanti i tributi stessi e/o i periodi
interessati.

In particolare, la sanzione ordinaria del 30% che si applica all’omesso o
tardivo pagamento delle imposte dirette e indirette, dovute a titolo di
acconto (come nel Suo caso) o di saldo annuale, si riduce, per le
violazioni commesse dal 1° febbraio 2011 (secondo le novità introdotte
dalla Legge di stabilità per l’anno 2011), nella misura del:

– 3% (cioè 1/10 del 30%) se il versamento è effettuato entro 30 giorni
dalla scadenza (c.d. “ravvedimento breve”),

ovvero

– 3,75% (cioè 1/8 del 30%), se il versamento è effettuato con ritardo
superiore a 30 giorni, ma entro il termine di presentazione della
dichiarazione relativa all’anno d’imposta in cui la violazione è stata
commessa (c.d. “ravvedimento lungo”).

Per completezza di informazione, Le segnaliamo che, in aggiunta a queste
due forme di “ravvedimento operoso”, con l’art. 23, comma 31, del dl.
98/2011, ne è stata introdotta anche una terza figura e si tratta del
c.d. “ravvedimento sprint”, che permette al contribuente, che si
“dimentica” di pagare le imposte nei termini, di versare entro 14 giorni
dalla scadenza la sanzione ridotta nella misura dello 0,2 % per ogni giorno
di ritardo (v. Sediva News del 21/7/2011 e Piazza Pitagora n. 598).

Per quel che riguarda invece gli interessi moratori – da versare, lo
ricordiamo,  contestualmente alle imposte omesse ed alle sanzioni ridotte
di riferimento applicate – essi vanno calcolati in ragione del tasso legale
con maturazione giornaliera a decorrere dalla data in cui il versamento
doveva essere effettuato (nel Suo caso il 30 novembre 2011), fino al giorno
in cui viene effettivamente eseguito (20 febbraio prossimo).

Considerando quindi che al giorno di effettivo pagamento delle imposte
omesse  saranno trascorsi 82 giorni dalla scadenza originaria (per cui si
dovrà ricorrere al “ravvedimento lungo” con le sanzioni ridotte al 3,75%) e
che, a far data dal 1° gennaio 2012, il saggio degli interessi legali è
passato dall’1,5% al 2,5% (v. Sediva News del 12/01/2012), il calcolo del
ravvedimento operoso – per quanto La riguarda – è quello riportato nella
seguente tabella.

Imposte dovute (Irpef/Irap): €
10.500,00

Sanzioni ridotte al 3,75% (da “ravvedimento lungo”) € 393,75

Interessi moratori €
50,06

di cui al tasso legale dell’ 1,5% valido fino al 31/12/2011 :

(10.500 x 1,5% x 29/ 365 gg.) € 13,38

e

di cui al tasso legale del 2,5 % valido dal 01/01/2011:

(10.500 x 2,5% x 51/365 gg.) € 36,68

(mauro giovannini)

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