Sediva News del 21 dicembre 2011

I nuovi limiti del D.L. Monti per l’uso del contante

Tra le disposizioni del “SalvaItalia” entrate subito in vigore
(06/12/2011), c’è notoriamente anche quella che riduce ad € 1.000,00 (anzi,
in realtà ad € 999,99) il “tetto” per l’uso del contante, con la modifica
pertanto del precedente limite di € 2.500,00 introdotto con la Manovra bis
della scorsa estate.
Conseguentemente, i trasferimenti di denaro a qualunque titolo di valore
pari o superiore ad € 1.000,00 dovranno essere eseguiti con assegni bancari
non trasferibili, bonifici, carte di credito, ecc. e dunque con modalità
“tracciabili”.
È opportuno comunque richiamare anche qui quanto già indicato nella Sediva
News del 20 settembre 2011 in ordine al concetto di “frazionamento” dei
singoli pagamenti in più soluzioni di importo inferiore al limite, ma
riferibili ad una medesima operazione, e più in generale in ordine alle
disposizioni antiriciclaggio.
L’ “operazione frazionata”, infatti, è definita nello stesso decreto
istitutivo della normativa in materia, secondo cui deve ritenersi tale
“un’operazione unitaria sotto il profilo economico, di valore pari o
superiore ai limiti stabiliti dal presente decreto, posta in essere
attraverso più operazioni, singolarmente inferiori ai predetti limiti,
effettuate in momenti diversi ed in un circoscritto periodo di tempo
fissato in sette giorni ferma restando la sussistenza dell’operazione
frazionata quando ricorrono elementi per ritenerla tale”.
Naturalmente, l’espressione sottolineata lascia spazi aperti per le
interpretazioni più disparate delle singole operazioni nel concreto operate
in contanti e/o in più tranches, e quindi è difficile avere certezze anche
quando vi sia un intervallo di tempo superiore ai famosi “sette giorni” tra
un’operazione e l’altra.
Tuttavia, occorre ricordare che in materia di rapporti commerciali,
l’Ufficio Italiano Cambi (UIC) ha avuto modo di chiarire nel passato che
non viola alcuna disposizione il commerciante che paghi fatture in più
soluzioni (ad esempio a 30, 60 e 90 giorni dalla data della fattura) di
importo unitario inferiore (oggi) ad € 1.000,00, perché questa pluralità di
pagamenti è frutto di un’ordinaria dilazione che scaturisce da accordi tra
le parti.
Anche il finanziamento dei soci a favore della società di persone da loro
partecipata, effettuato in contanti e in più soluzioni tutte singolarmente
inferiori ad € 1.000,00, come pure la distribuzione in contanti di utili
dalla società ai soci, sempre in più tranches inferiori ad € 1.000,00, non
devono considerarsi lesivi delle disposizioni antiriciclaggio.
Quanto all’emissione di assegni bancari, il correntista avrà facoltà di
chiedere al proprio istituto il rilascio di assegni senza la clausola di
“non trasferibilità”, ma in tal caso sarà necessario pagare un’imposta di
bollo di € 1,50 per ogni assegno.
Nel D.L. Monti sono comunque rimaste immutate le disposizioni relative alle
sanzioni, che vanno dall’1 al 40% dell’ammontare della transazione, con un
minimo di € 3.000,00, salva la facoltà per il trasgressore di proporre
oblazione (cioè di definire l’illecito amministrativo) con il versamento
del 2% dell’importo, ma solo quando il trasferimento di denaro in
violazione delle nuove norme sia stato inferiore ad € 250.000,00; in tale
evenienza – e dunque nel caso di oblazione – non si applica la sanzione
minima di € 3.000,00.
Inoltre, il nuovo limite non coinvolge soltanto le movimentazioni
finanziarie della farmacia, e perciò le varie “entrate” e/o “uscite” in
denaro per importi pari o superiori a € 1.000,00 (che non sono ammissibili
se non nelle ipotesi già esaminate in altre circostanze: versamento
cumulativo in banca dell’intero incasso giornaliero per contanti,
prelevamento dalla banca per esigenze familiari, ecc.), ma anche la tenuta
della contabilità che non potrà pertanto registrare operazioni per “cassa”
per importi pari o superiori ad € 1.000,00 (al tenutario delle scritture
contabili, del resto, è fatto obbligo di segnalare le operazioni stesse, o
altre comunque “sospette”, alle autorità di vigilanza).
In conclusione, le norme antiriciclaggio e quelle antievasione recentemente
modificate in senso sempre più pressante, costringono il cittadino e il
contribuente alla massima trasparenza finanziaria, perché costoro dovranno
essere sempre in grado di rispondere alle autorità di vigilanza e/o di
controllo in ordine alle causali non solo delle singole operazioni
finanziarie risultanti dalle transazioni tracciate, ma anche di quelle
gestite con denaro contante e che nella mente del nostro legislatore
costituiscono quantomeno indizi di evasione.
(Studio Associato)

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La Rubrica sospende oggi le sue pubblicazioni per le imminenti festività,
dando appuntamento per il 9/1/2012

BUON NATALE
e

FELICE ANNO NUOVO

(Sediva e Studio Associato)