Sediva News del ___ 2011

La rinuncia del contribuente alle agevolazioni prima casa

Come noto, l’acquirente di un immobile abitativo ha la possibilità di
godere delle agevolazioni sulla c.d. prima casa, qualora dichiari nel
rogito (tra l’altro) di voler trasferire la propria residenza nel comune
ove è situato l’immobile entro 18 mesi dall’acquisto.
Con una recentissima risoluzione, l’Agenzia delle Entrate ha qui precisato
che, pur non essendo contemplata da alcuna disposizione normativa una
“rinuncia” alle agevolazioni “prima casa” quando egli ”si trovi nella
condizione di non poter rispettare l’impegno assunto, anche per motivi
personali” (quindi, in sostanza, di non poter trasferire la sua residenza
entro quel termine), il contribuente potrà nondimeno “rinunciare”
validamente ai benefici richiesti.
E però, la “rinuncia” potrà essere formalizzata soltanto prima che siano
decorsi i fatidici 18 mesi dall’acquisto e presentando un’apposita istanza
all’Ufficio presso cui l’atto è stato registrato con la contestuale
richiesta della “riliquidazione” dell’imposta dovuta, che sarà in tal caso
maggiorata dei soli interessi per ritardato versamento e con esclusione
quindi di qualsiasi sanzione.
Se invece i 18 mesi dall’acquisto sono decorsi senza aver il trasferimento
della residenza dell’acquirente nel comune ove l’immobile è ubicato, costui
– pur essendo evidentemente ormai decaduto da tutte le agevolazioni prima
casa – potrà chiedere di avvalersi di un particolare ravvedimento operoso,
che produce bensì anch’esso gli effetti del ravvedimento operoso che ben
conosciamo, ma qui l’importo dovuto non è autodeterminato dall’interessato
perché gli viene comunicato successivamente dall’Agenzia delle Entrate.
Il termine per accedere a questo ravvedimento operoso è quello dei 12 mesi
decorrenti dalla scadenza dei 18 mesi dall’acquisto, ma è necessario –
attenzione – che nel frattempo non sia stato notificato dall’Agenzia delle
Entrate un avviso di liquidazione che abbia richiesto la differenza di
imposte non versate (in sede di registrazione del rogito di acquisto
dell’abitazione), oltre, a interessi e sanzioni nella misura (piena) del
30% calcolati sulla differenza stessa.
Decorso anche questo ulteriore termine di 12 mesi, e dunque
complessivamente 30 mesi dall’acquisto della (presunta) prima casa, il
contribuente decade anche da questa possibilità e resta definitivamente
esposto all’avviso di liquidazione dell’Amministrazione finanziaria.
(franco
lucidi)