Mutuo a tasso fisso o variabile? – QUESITO
Nel caso di acquisto di una nuda proprietà (seconda casa), quale mutuo
sarebbe oggi opportuno convenire con l’istituto, quello fisso o quello
variabile? Mi riferisco a un arco di tempo di 10 anni, a un valore
d’immobile di 300.000 euro e a un fido di 150.000.

Intendendo contrarre un mutuo per l’acquisto della nuda proprietà di una
seconda casa (ma, per la verità, il discorso vale sostanzialmente per ogni
forma di finanziamento), l’opzione tra tasso fisso e tasso variabile
dipende naturalmente dalla differenza di costo delle due operazioni, ma
anche dalla propensione individuale al rischio, anche se è bene diffidare
comunque di qualsiasi analista finanziario che riesca a “prevedere” gli
andamenti dei tassi nei prossimi dieci anni (o nei prossimi due o tre anni,
o anche – visti i tempi – nei prossimi due o tre mesi…).
Nel caso di un maggior onere di due o tre punti percentuali del tasso fisso
rispetto al variabile, consiglieremmo proprio quest’ultimo, perché nel
breve termine si consegue un risparmio certo a fronte di un maggior costo
incerto nel futuro, considerando che l’orizzonte dei dieci anni rappresenta
un termine verosimilmente sostenibile, e tenendo anche presente che le rate
dei mutui sono strutturate con un andamento decrescente della componente
interesse rispetto alla componente capitale, che invece aumenta con il
passare del tempo.

Se, però, nella vita si preferisce non avere sorprese, forse il tasso fisso
è la scelta giusta, e ancor più sembra giusta in questa fase delicatissima
dell’economia, dove diventa sempre più difficile persino individuare
istituti bancari o finanziari disponibili a finanziare chicchessia, se non
a condizioni onerosissime e impensabili soltanto qualche mese o qualche
settimana fa.

(r.santori)