Quando spettano permessi “doppi” per l’assistenza a più persone con
handicap – QUESITO

Un collaboratore mi ha chiesto di poter usufruire, oltre alle ore di
permesso previste dalla legge per assistere il padre disabile, anche di
ulteriori ore per la madre, affetta da patologia invalidante. È possibile
per il dipendente usufruire di permessi “doppi”?
La legge prevede che il lavoratore possa prestare assistenza nei confronti
di più persone in situazione di handicap grave, purché si tratti del
coniuge e/o di parenti o affini entro il primo grado, ovvero anche entro il
secondo grado, quando però il genitore o il coniuge della persona con
handicap grave abbia compiuto i 65 anni di età, oppure, poniamo, siano
anche loro affetti da patologie invalidanti.
Se, ad esempio, Tizio, oltre a dover assistere la moglie Caia, deve
provvedere anche a Sempronio, fratello di Caia (perciò affine di secondo
grado di Tizio) e anch’egli con handicap grave, avrà diritto a permessi
“doppi” soltanto se Sempronio non può far affidamento sul coniuge e/o un
genitore abile perché ultrassessantacinquenni, o a loro volta affetti da
patologie invalidanti, o deceduti, ecc..
L’INPS ha inoltre precisato che, in caso di un solo soggetto “invalido”, il
diritto ai permessi non può essere riconosciuto a più di un lavoratore
dipendente per assistere la stessa persona.
Nel caso da Lei prospettato, insomma, il dipendente ha diritto di usufruire
dei “doppi” permessi, perché si è in presenza di due soggetti bisognosi di
essere assistiti e rientranti nelle categorie sopra ricordate, perché
ambedue parenti di primo grado del lavoratore.

(giorgio bacigalupo)