Agli sgoccioli le Detrazioni irpef 55% e 36%

Le due più importanti agevolazioni tributarie sul “mattone” (almeno in
materia di imposizione diretta) stanno per giungere a scadenza: le
detrazioni irpef 55% relative al risparmio energetico chiuderanno,
infatti, i battenti il prossimo 31 dicembre, mentre quelle in ordine al 36%
rimarranno in vita ancora per tutto il 2012.
Si può, è vero, pensare ad una proroga (specie per la prima che è in
scadenza), ma allo stato i termini sono quelli ora richiamati.
Vediamo quindi in sintesi quel che c’è da fare per catturare gli ultimi
scampoli dei due sconti fiscali, ricordando subito – con riguardo al
risparmio energetico – che, se gli interventi sono eseguiti da privati, è
indispensabile che i pagamenti (da effettuarsi, come sappiamo, tramite
bonifico) siano operati entro il 31 dicembre 2011 anche quando, poniamo,
l’intervento non venga completato entro quella data.
Per le opere realizzate dalle imprese (come una farmacia) è invece
necessario che le opere siano ultimate entro fine anno (pur se non
interamente pagate a quella data), e pertanto che il collaudo sia
intervenuto per allora o che, alternativamente (se cioè non è previsto il
collaudo), l’impresa realizzatrice dell’intervento attesti la sua
ultimazione sempre entro quella data.
Inoltre, l’art. 7, comma 2, lett. q e r, del c.d. “decreto sviluppo” (d.l.
70/2011 convertito in l. 106/2011) ha eliminato, per i lavori iniziati dal
14 maggio scorso, l’obbligo di invio preventivo della comunicazione di
inizio lavori al Centro Operativo di Pescara, adempimento, come è noto,
richiesto – addirittura a pena di decadenza dal beneficio – ai fini
dell’acquisizione dello sconto irpef 36% per gli interventi di
manutenzione/ristrutturazione edilizia; una semplificazione che non è certo
di poco conto, sol che si consideri che il mancato invio di questa
“semplice” raccomandata risulta essere statisticamente la prima causa di
revoca dell’agevolazione.
Questo fastidioso adempimento è stato comunque sostituito dall’indicazione
nella dichiarazione dei redditi dei dati catastali identificativi degli
immobili, ovvero (quando i lavori siano effettuati dal detentore non
proprietario, come ad esempio l’inquilino) degli estremi di registrazione
dell’atto che ne costituisce titolo (come ovviamente il contratto di
locazione), nonché degli altri dati ai fini del controllo della detrazione.

I documenti relativi all’intervento, che in precedenza (salva la
produzione, in via sostitutiva, di una autocertificazione dell’interessato)
dovevano essere allegati alla comunicazione da inviare a Pescara (e
parliamo di autorizzazioni amministrative, domande di accatastamento,
ricevute di pagamento ICI, ecc.) unitamente alle fatture e/o alle ricevute
fiscali dei lavori e alle ricevute dei bonifici di pagamento, va ora
soltanto conservata (v. provv. Direttore Agenzia del 02/11/2011, prot.
2011/149649) anche se deve comunque essere esibita a richiesta dell’Agenzia
delle Entrate che, attenzione, immancabilmente il contribuente riceverà.
Per ambedue le agevolazioni (36% e 55%), poi, ancora il “decreto sviluppo”
ha stabilito (altro fastidio in meno…) che per le fatture emesse sempre
dalla stessa data (14 maggio 2011), pur se riferite a lavori iniziati
precedentemente, non è più necessario indicare il costo della manodopera ai
fini del diritto alla detrazione.
Infine, con la manovra d’estate (d.l. 138/2011, convertito in l. 148/2011 –
art. 2 comma 12-bis e 12-ter ) è venuto meno uno dei più consolidati
principi in materia di detrazioni irpef 36%, quello per il quale – in caso
di cessione – il bonus segue la casa.
Per gli atti stipulati dal 17/09/2011, infatti, in caso di vendita
dell’unità immobiliare le detrazioni non utilizzate dal venditore possono
essere trasferite all’acquirente persona fisica. Contrariamente a quello
che accadeva nel passato, quindi, quando le rate inutilizzate dal venditore
dovevano necessariamente essere trasferite al compratore, oggi venditore e
compratore possono liberamente accordarsi per trasferire o meno –
unitamente all’immobile – anche l’agevolazione residua.
In sostanza, lo sconto residuo al momento della vendita può diventare un
elemento di formazione del prezzo dell’unità immobiliare, al pari
eventualmente del valore dei lavori realizzati sulla stessa; e l’accordo,
se interverrà, presumibilmente andrà formalizzato nell’atto stesso.
(paolo liguori)

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