Approvato lo “Statuto delle imprese”

Tra una consultazione e l’altra, tra un Governo che va e uno che viene, il
Presidente della Repubblica ha trovato modo e tempo per promulgare la legge
11/11/2011 n. 180, recante “Norme per la tutela della libertà d’impresa.
Statuto delle imprese” (pubblicata nella G.U. n. 265 del 14/11/11).
Si tratta – come enuncia essa stessa – di un’autentica legge-quadro, che
detta infatti “norme fondamentali di riforma economico-sociale della
Repubblica e principi dell’ordinamento giuridico dello Stato”, cui le
Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano devono quindi attenersi
spettando loro – ai sensi dell’art. 117, terzo comma, Cost. – soltanto una
competenza legislativa concorrente con quella statale, e perciò una potestà
normativa solo di dettaglio.
In particolare, questa legge sancisce:
– la libertà di iniziativa economica, di associazione, di modello
societario, di stabilimento e di prestazione di servizi, nonché di
concorrenza;
– la sussidiarietà quale principio informatore delle politiche pubbliche
con riferimento alla creazione dell’impresa, alla semplificazione,
alla successione d’impresa e alla certificazione;
– il diritto dell’impresa di operare in un contesto normativo certo;
– la progressiva riduzione degli oneri amministrativi a carico delle
imprese;
– la partecipazione delle imprese alle politiche pubbliche attraverso
l’innovazione;
– la reciprocità dei diritti e dei doveri nei rapporti tra imprese e
pubblica amministrazione;
– la tutela della capacità inventiva e tecnologica;
– il diritto delle imprese a godere, nell’accesso al credito, di
condizioni eque e non vessatorie;
– la promozione della cultura imprenditoriale;
– la promozione di misure che semplifichino la trasmissione e la
successione d’impresa;
– la semplificazione amministrativa a favore delle micro, piccole medie
imprese (PMI);
– la promozione di politiche volte all’aggregazione tra imprese;
– la riduzione della durata dei processi relativi al recupero dei
crediti vantati dalle imprese.
E’ stato anche istituito il Garante per le piccole e medie imprese che
dovrà monitorare – in una materia certo ampia e articolata – l’attività
normativa, sia statale che regionale, e i provvedimenti amministrativi.
Inoltre, entro il 30 giugno di ogni anno deve essere emanata una “Legge
per le PMI”, diretta a definire gli interventi in materia per l’anno
successivo e che deve contenere una relazione sullo stato di conformità
della normativa vigente in materia di imprese rispetto agli obiettivi
prefissati.
Insomma, se non farà la fine di tante leggi statali “fondamentali” (che
nel concreto hanno poi avuto un ambito applicativo assai modesto, se non
nullo), è un provvedimento evidentemente ricolmo di “buone intenzioni”.
(stefano
lucidi)