Da sanitaria a parafarmacia – QUESITO
Può la mia sas titolare di farmacia acquistare una sanitaria e
successivamente trasformarla in parafarmacia?
Se no, come credo, quale potrebbe essere la strada migliore per acquisire
questa sanitaria, dal momento che trattasi di un prestigioso punto vendita,
molto accorsato, e situato in una buona posizione? E inoltre, come si
valuta l’avviamento, considerando che le licenze per le sanitarie sono
liberalizzate? Infine, quali sono le modalità previste per la
trasformazione in parafarmacia?
 
Come Lei correttamente suppone, la società di persone titolare di farmacia
– snc o sas che sia – non può acquistare una sanitaria (né una
parafarmacia, né una qualsiasi altra azienda commerciale), perché ha un
oggetto sociale tuttora vincolato dalla l. 362/91, e costituito, come noto,
dalla gestione di una o più farmacie (non più di quattro e tutte nella
stessa provincia), cui recentemente si è aggiunta – previa la prescritta
autorizzazione regionale – quella di vendita all’ingrosso di prodotti
medicinali e/o parafarmaceutici.
Sull’argomento si è in ogni caso espresso anche il Ministero della Salute
con una nota che abbiamo già avuto modo di commentare, sia pure
criticamente, nella Sediva news del 9/11/2010.
L’acquisto della sanitaria, peraltro, potrà liberamente essere effettuato
da un socio della società stessa (e pertanto, sia un accomandatario che un
accomandante della Sua sas), avuto riguardo all’assenza di un qualsiasi
profilo di incompatibilità tra le due posizioni; il socio avrà però
naturalmente cura di aprire una nuova partita iva come ditta individuale,
ovvero a nome di altra società di persone alla quale egli ritenga
(altrettanto liberamente) di partecipare.
In tal modo, ai fini fiscali le risultanze del bilancio della sanitaria
(tanto gestita in forma individuale come in forma di società di persone) si
cumulano con il reddito del socio derivante dalla partecipazione alla
società titolare di farmacia, cosicché, ove la sanitaria realizzasse una
perdita, questa verrebbe dedotta dall’utile della farmacia annualmente
attribuitogli, come si suol dire, per trasparenza; questo vantaggio sul
piano fiscale, invece, non è evidentemente conseguibile nel caso di
acquisizione della sanitaria a nome di una srl.
Quanto all’avviamento della sanitaria da acquistare, non è difficile
pensare che si tratti in realtà – salvi casi molto particolari – di un
valore modesto o modestissimo, se non prossimo allo zero, tenuto conto
proprio dell’avvenuta liberalizzazione delle attività commerciali, e
dunque, in fase di rilievo di un esercizio del genere, sarà necessario
valutare soprattutto il costo della merce in giacenza e, al più, quello di
alcuni beni strumentali.
Infine, con riguardo alla “trasformazione” della sanitaria in parafarmacia,
è sufficiente comunicare alle solite autorità (Ministero della Salute,
Agenzia Italiana del Farmaco, Regione in cui ha sede l’esercizio
commerciale, Comune in cui ha sede l’esercizio commerciale, Asl di
competenza) l’inizio dell’attività di vendita di OTC e SOP, e quindi è per
ciò stesso improprio parlare di “trasformazione”, trattandosi infatti di
una nuova attività che si aggiunge a quella già esercitata dalla sanitaria
e che del resto potrebbe essere svolta da qualsiasi altro esercizio
commerciale munito di apposito corner (ferma, sia pure, la prescritta
presenza di un farmacista nella dispensazione dei farmaci di libera
vendita).
(andrea piferi)
GB /cg