Il servizio dell’estetista e il suo rapporto con la farmacia – QUESITO

Sto sperimentando in farmacia il servizio di estetica che al momento è
stato erogato gratuitamente da un’ estetista in maniera saltuaria in un box
ricavato all’interno dei locali della farmacia.
Intendo però ora far pagare alla clientela questo servizio, e vorrei sapere
qualcosa sugli aspetti fiscali e soprattutto sul tipo di rapporto
lavorativo che posso instaurare con l’estetista.

In primo luogo, è certo che ai clienti che pagano per le prestazioni
dell’estetista, o acquistano prodotti inerenti a tale specifico settore di
vendita, la farmacia deve rilasciare comunque uno scontrino, che però – per
quel che riguarda, in particolare, il servizio dell’estetista – deve essere
battuto in un compartimento riservato denominato appunto “servizi”, e
annotato nel nostro registro di prima nota nella colonna 10.
È pertanto evidente, che i relativi corrispettivi rientrano a pieno titolo
– sotto ogni profilo – nei ricavi della farmacia, senza dunque dar vita
minimamente ad un qualunque specifico “ramo d’azienda”.
Quanto al rapporto con l’estetista, potrà essere disciplinato:
– con una regolare assunzione come dipendente a tempo indeterminato;
– con una regolare assunzione come dipendente a tempo determinato, con
durata da un minimo di 1 mese ad un massimo di 36 mesi;
– con un contratto di collaborazione occasionale, previsto dalla legge
Biagi per un massimo di € 5.000/anno e con una presenza non
superiore a 30 giorni/anno (il che escluderebbe l’obbligatorietà dal
pagamento dei contributi Inps);
– con l’apertura di una posizione iva, cosicché l’estetista dovrebbe
rilasciare volta a volta una fattura;
– con un contratto di assunzione a progetto (co.co.pro.).

Il problema dell’ “estetista in farmacia”, senza tener conto di alcune
persistenti difficoltà connesse al possesso di certi titoli abilitanti, è
comunque tuttora non pienamente risolto, specie a livello ordinistico,
perché gli Ordini dei Farmacisti non vedono tutti di buon occhio lo
svolgimento di queste attività (ancor oggi artigiane) all’interno di una
farmacia.
(valerio salimbeni)