Sediva News del 10 ottobre 2011

L’aliquota iva per la sostituzione degli infissi nell’abitazione – QUESITO

La ditta di serramenti, che sta eseguendo alcuni lavori nella mia
abitazione per i quali intendo usufruire delle detrazioni irpef del 55%
riconosciute a fronte di interventi finalizzati al risparmio energetico,
sostiene che si possa applicare per questi lavori l’iva al 10% anzichè al
21%, consegnando le finestre in un cantiere in cui sia stata presentata
regolare DIA, come nel mio caso personale.Vi allego un modulo consegnatami
dalla ditta stessa che dovrei firmare e restituire per far valere
l’agevolazione. Chiaramente non mi dispiacerebbe avere una riduzione di
aliquota, ma sarei più tranquilla se avessi da voi una conferma.

L’agevolazione che propone la ditta da Lei scelta riguarderebbe
l’applicazione dell’aliquota ridotta del 10% per gli interventi contemplati
dall’art. 3 del Testo Unico sull’Edilizia, che sono però diversi da quelli
descritti nelle lettere a) e b) dello stesso articolo riconducibili alla
manutenzione ordinaria o straordinaria.
Si tratterebbe, quindi, degli interventi edilizi più “profondi” ivi
contemplati, in pratica dal restauro conservativo in su; i lavori, inoltre,
dovrebbero essere eseguiti su case di abitazione “non di lusso” ai sensi
del d.m. Lavori Pubblici del 24 agosto 1969 (che non abbiano, però, i
requisiti di “prima casa”, perché in tal caso sarebbe applicabile, a
determinate condizioni, addirittura l’aliquota super-ridotta del 4%).
L’agevolazione in argomento è quella di cui al n. 127-quaterdecies della
Tabella A – Parte III allegata al Dpr. 633/72; pertanto, non sembrerebbe
corretto il riferimento al n. 127-terdecies che si legge nel fac-simile di
richiesta consegnatoVi dalla ditta, perché tale ultimo numero riguarda le
cessioni di beni, e non le prestazioni di servizi dipendenti da contratti
di appalto.
Per essere tranquilli circa l’applicabilità dell’agevolazione, perciò,
sarebbe necessario prima di tutto appurare – con l’aiuto di un tecnico,
naturalmente – se questi interventi possano rientrare o meno tra quelli
previsti dalle lett. c) e segg. dell’art. 3 del T.U. e, inoltre, se
l’abitazione di cui trattasi abbia i requisiti di abitazione “non di
lusso”.
Solo al ricorrere di queste condizioni, infatti, potremmo firmare
“serenamente” la richiesta di applicazione dell’aliquota ridotta propostaci
dalla ditta esecutrice dei lavori.
In ogni caso, vogliamo ricordare che l’art. 7 della Legge 488/1999 –
disposizione ormai “a regime” per effetto dell’art. 1, comma 18, della
legge 244/007 – contempla l’applicazione dell’aliquota ridotta del 10%
anche agli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria di cui alle
lett. a) e b) del citato art. 3 del T.U., esclusi, come abbiamo visto,
dall’altra agevolazione.
La disposizione, però, prevede che per taluni beni c.d. “significativi”
ricompresi nell’intervento – tra i quali figurano anche gli infissi –
l’aliquota agevolata si applichi non sull’intero valore del bene
significativo, ma solo fino a concorrenza del valore della manodopera.
Quindi, per fare un esempio, se il corrispettivo complessivo
dell’intervento, comprensivo della fornitura degli infissi, è pari,
poniamo, a 10.000 euro ed il loro valore è di 6.000 euro, l’iva agevolata
del 10% sarebbe applicabile su quello della manodopera (4.000 euro) e su
quello degli infissi, ma fino a concorrenza dell’altro (perciò, sempre
4.000 euro); i restanti 2.000 euro devono essere fatturati (ora) al 21%.
L’agevolazione dell’aliquota ridotta di cui all’art. 7 della legge 488/1999
si presenta dunque – in presenza di beni significativi – in una forma più
attenuata rispetto a quella contemplata nel n. 127-quaterdecies citato, ma
c’è, per contro, l’indubbio vantaggio (rispetto a quest’ultima) che essa è
ammessa anche per gli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria,
che comunque sono notoriamente i più diffusi.
(stefano
civitareale)