Sediva News del 20 settembre 2011

Manovra bis 2011: i nuovi limiti per l’uso del contante

E’ stata pubblicata nella G.U. del 17 settembre, entrando in vigore il
giorno stesso, la legge di conversione (n. 148 in pari data) del d.l. di
ferragosto n. 138/2011, recante “ulteriori misure urgenti per la
stabilizzazione finanziaria e per lo sviluppo”.

Nell’esame delle disposizioni dell’originario provvedimento e delle
numerose, quanto importanti novità introdotte dalla legge di conversione,
dopo aver dato conto (v. Sediva news del 15/09/2011) del passaggio dell’iva
ordinaria – con decorrenza dunque da sabato scorso – dal 20 al 21%,
vogliamo porre ora l’attenzione sul nuovo limite, sancito già nel d.l., di
€ 2.500,00 per l’uso del contante (in precedenza, si ricorderà, era di €
5.000,00), per l’emissione di assegni non trasferibili e per il
trasferimento di denaro tramite libretti di deposito al portatore (i
quali, in particolare, dovranno essere ridotti a somme inferiori ad €
2.500,00 entro il 30 settembre 2011).

In pratica, i pagamenti effettuati per importi superiori dovranno essere
operati con gli strumenti bancari conosciuti, come gli assegni non
trasferibili, i bonifici, le carte di credito, ecc., tutti quelli che,
insomma, lasciano una “traccia” della transazione eseguita.

Naturalmente, il limite di € 2.500,00 vale anche laddove singoli pagamenti
siano frazionati in più soluzioni di importo inferiore ma riferibili ad una
medesima operazione.

La definizione di “operazione frazionata” – come qualcuno forse ricorderà –
è contenuta nello stesso decreto istitutivo della normativa
antiriciclaggio, secondo cui deve ritenersi tale “un’operazione unitaria
sotto il profilo economico, di valore pari o superiore ai limiti stabiliti
dal presente decreto, posta in essere attraverso più operazioni,
singolarmente inferiori ai predetti limiti, effettuate in momenti diversi
ed in un circoscritto periodo di tempo fissato in sette giorni ferma
restando la sussistenza dell’operazione frazionata quando ricorrono
elementi per ritenerla tale”.

Quest’ultima espressione, è agevole comprenderlo, lascia però aperti spazi
consistenti per le interpretazioni più disparate delle singole operazioni
nel concreto operate in contanti e/o in più tranches, e quindi è difficile
avere certezze anche quando vi sia un intervallo di tempo superiore ai
famosi “sette giorni” tra un’operazione e l’altra.

Tuttavia, proprio in materia di rapporti commerciali, l’Ufficio italiano
cambi (UIC) ha avuto modo di chiarire nel passato che non viola alcuna
disposizione il commerciante che paghi fatture in più soluzioni (ad esempio
a 30, 60 e 90 giorni dalla data della fattura) di importo unitario
inferiore (oggi) ad € 2.500,00, perché questa pluralità di pagamenti è
frutto di un’ordinaria dilazione che scaturisce da accordi tra le parti.

E così pure un finanziamento dei soci a favore della società di persone da
loro partecipata, effettuato in contanti e in più soluzioni tutte
singolarmente inferiori ad € 2.500,00, come anche la distribuzione in
contanti di utili dalla società ai soci, sempre in più tranches inferiori
ad € 2.500,00, non deve considerarsi lesiva delle disposizioni
antiriciclaggio.

Quanto all’emissione di assegni bancari, i carnet rilasciati dalle banche
dovranno, come ormai è da tempo, riportare la dicitura “non trasferibile”,
ferma tuttora la possibilità – come sappiamo – di chiedere al proprio
istituto il rilascio di assegni senza la detta clausola, ma in tal caso
sarà necessario pagare un’imposta di bollo di € 1,50 per ogni assegno.

Nell’ipotesi di violazioni delle nuove disposizioni, verrà applicata una
sanzione che va dall’1 al 40% dell’importo della transazione, con un minimo
di € 3.000,00.

E’ concessa in ogni caso per il trasgressore (oltre a sanzioni meno severe
per le violazioni poste in essere entro il 31 agosto scorso) la facoltà di
proporre oblazione (cioè di definire l’illecito amministrativo) con il
versamento del 2% dell’importo, ma sol quando il trasferimento di denaro in
violazione delle nuove norme sia stato inferiore ad € 250.000,00; in tale
evenienza – e dunque nel caso di oblazione – non si applica la sanzione
minima di € 3.000,00.

Ricordiamo infine, se mai necessario, che queste novità in tema di
transazioni finanziarie effettuate in contanti coinvolgono e interessano
anche tutti gli articoli contabili relativi alle movimentazioni in dare e
in avere inerenti alla farmacia, che quindi – come del resto è stato più
volte rilevato in questa Rubrica – non potranno evidenziare “entrate” e/o
“uscite” in denaro per importi superiori a 2.500 euro, se non nelle ipotesi
già esaminate in altre circostanze (versamento cumulativo in banca
dell’intero incasso giornaliero per contanti, prelevamento dalla banca per
esigenze familiari anche ordinarie, ecc.).

Anche nella tenuta della contabilità di un’impresa (individuale o sociale),
in definitiva, bisogna tener conto di questi limiti “esterni”, considerando
altresì, per di più, che ad un commercialista – come ad un qualsiasi altro
professionista – è fatto obbligo (non tanto di astenersi dalla
registrazione per conto dei propri clienti di operazioni contrastanti con
le norme antiriciclaggio, quanto piuttosto) di segnalare le operazioni
stesse, o altre comunque “sospette”, alle autorità di vigilanza.

(Studio Associato)