Sediva News del 19 settembre 2011

Robin Tax e Tobin Tax – QUESITO

Si legge spesso nei quotidiani, specie in questi giorni, di Robin Tax e
Tobin Tax, come se fossero due facce della stessa medaglia, mentre mi
risulta che siano due imposte assolutamente diverse tra loro.

Quel che Lei afferma è vero, perché la Robin Tax (evidentemente connessa
alla figura di Robin Hood che toglieva ai ricchi per dare ai poveri…) è una
maggiorazione dell’aliquota fiscale Ires del 10,5% posta a carico delle
società petrolifere e diretta a colpire i profitti degli imprenditori del
settore e/o degli speculatori in genere accusati di prezzi record della
benzina anche quando il costo del petrolio diminuisce.

La normativa, s’intende, prevede che la Robin Tax – introdotta ora nel
nostro ordinamento dalla maxi manovra economica – non possa essere
trasferita, neppure indirettamente, sui clienti finali.

La Tobin Tax, invece, prende nome dal premio Nobel James Tobin che propose
già nel 1972 l’introduzione di un’imposta su tutte le transazioni di borsa
e su ogni altra operazione inerente ai mercati valutari.

Qui la vicenda è un po’ più complicata, perché la Tobin Tax, per funzionare
davvero, necessita di accordi puntuali tra tutti gli operatori finanziari
del mondo, per evitare che l’imposta applicata in un Paese possa nel
concreto indurre costoro a scegliere, per lo svolgimento del loro lavoro,
un Paese che invece non la prevede, ed è quindi di difficile introduzione.

Del resto, come abbiamo potuto rilevare nel mese di agosto, la semplice
voce sull’applicazione della Tobin Tax in Italia ha fatto ulteriormente
crollare le quotazioni dei titoli, tant’è che la Tobin Tax, almeno per il
momento, è stata accantonata anche dal nostro legislatore.

(Studio
Associato)