Sediva News dell’ 11 luglio 2011

Il trattamento fiscale dell’indennità di avviamento ex art. 110 TU.San. –
QUESITO

Anni fa ho rilevato la farmacia per concorso pagando anche l’indennità di
avviamento stabilita dall’Asl; ma il precedente titolare mi ha
successivamente richiesto una differenza a conguaglio rispetto a quanto da
me ricevuto.
Ne è seguito un lungo iter giudiziario, al termine del quale il Tribunale
ha stabilito a mio carico il versamento di un’ulteriore somma oltre a
interessi e rivalutazione monetaria.
Vorrei pertanto sapere come va trattato fiscalmente questo importo
aggiuntivo e, in particolare, se l’altra parte deve rilasciarmi fattura
assoggettando la somma ad iva.

La vicenda riguarda evidentemente l’indennità di avviamento prevista
dall’art. 110 del T.U.LL.SS che l’assegnatario per concorso di una farmacia
è obbligato a versare al precedente titolare che ha rinunciato alla
titolarità, ovvero al gestore provvisorio uscente della sede farmaceutica
assegnata.

Ora, l’importo corrispondente alla “differenza” tra quanto determinato a
questo titolo dal Tribunale e quello a suo tempo versato segue fiscalmente
la stessa sorte della somma versata allo stesso titolo prima del rilascio
del provvedimento di autorizzazione a Suo favore, e perciò va posto in
ammortamento per un periodo non inferiore a diciotto anni.

La decorrenza non può che coincidere con la data di pronuncia del
Tribunale, tenuto conto che la spesa è divenuta certa, anche dal punto di
vista fiscale oltre che giuridico, soltanto a seguito della decisione,
cosicché il costo può incidere sui redditi di esercizio decorrenti soltanto
dall’anno in cui la sentenza è stata emessa.

L’indennità di avviamento non è però assoggettata ad iva e dunque nessuna
fattura deve essere emessa dal percettore della somma; l’iva dovrà invece
essere calcolata sull’ammontare delle spese legali che Lei dovrà
verosimilmente rifondere alla controparte, operando se del caso la
prescritta ritenuta d’acconto sull’importo degli onorari.

Qualche dubbio, invece, è lecito con riguardo all’ammontare degli interessi
e della rivalutazione monetaria da calcolare su questo ulteriore importo da
corrispondere: una soluzione plausibile potrebbe essere quella di
considerare tali voci come “accessorie” rispetto alla sorte capitale, con
la conseguenza che esse subiranno lo stesso trattamento fiscale e andranno
perciò dedotte per quote di ammortamento sempre per un periodo non
inferiore a diciotto anni.

(franco lucidi)