Sediva News del 4 maggio 2011
Rinviato il nuovo spesometro
La manovra d’estate del 2010 ha introdotto, come certo si ricorderà, un
nuovo strumento a disposizione dell’amministrazione finanziaria per la
determinazione “sintetica” dei redditi del singolo contribuente, il c.d.
spesometro, fondato appunto sulle spese sostenute in un anno da ognuno di
noi.
E così, ad esempio, se nel corso dell’anno 2011 spendo € 100.000,00 per
acquisti di qualsiasi tipo (automobili, gioielli, vestiario, ecc..) , devo
aver guadagnato almeno un pari importo.
Nel quadro di questi principi, è stato fatto obbligo alle imprese
(commerciali e non ) e ai professionisti di inviare ogni anno
telematicamente al Fisco il codice fiscale di tutti i clienti che abbiano
loro versato, quale corrispettivo di cessioni di beni e prestazioni di
servizi, importi superiori ad € 3.600,00.
Il monitoraggio di queste spese avrebbe dovuto iniziare dallo scorso 1°
maggio, ma l’Agenzia delle Entrate ha ora deciso di rinviare il termine al
1° luglio p.v., anche per risolvere il serio problema dei pagamenti
effettuati mediante carte di credito.
Questi ultimi, infatti, sono già “tracciati”, ma è necessario che venga
emanato un apposito provvedimento di legge per obbligare le varie società
del settore (Carta Sì, American Express, ecc.) a comunicare esse stesse
(telematicamente, come è ovvio) all’Amministrazione finanziaria gli
acquisti superiori al detto limite di € 3.600,00, esonerando nel contempo
da tale incombenza l’impresa o il professionista.
Le preannunciate nuove disposizioni permetteranno quindi, verosimilmente,
di consentire nel concreto l’avvio del sistema.
(stefano lucidi)
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