Sediva News del 20 aprile 2011

La farmacia e il “recesso” dell’utente – QUESITO

La farmacia rientra nell’elenco degli esercizi commerciali che devono
consentire all’utente di avvalersi del famoso diritto di recesso? Ed in
caso affermativo, questo diritto può essere esercitato su tutte le
categorie merceologiche ivi compresi i farmaci, o vi sono delle
limitazioni?

Il Codice del consumatore prevede il diritto appunto del consumatore di
esercitare il recesso per i contratti e le proposte contrattuali a
distanza, ovvero negoziati fuori dai locali commerciali, senza penalità
alcuna e senza specificarne il motivo, e però entro termini tassativi e con
modalità ben precise (gli uni e le altre descritti dal Codice stesso).

Per l’attività di farmacia, che si svolge invece a diretto contatto con
l’utenza, non si applica dunque tale previsione normativa per nessuno dei
prodotti che vi vengono ceduti al dettaglio, farmaci o non farmaci.

Naturalmente, diversa è l’ipotesi della consegna di un prodotto difettoso,
per la quale è fatto obbligo a qualunque esercente un’attività commerciale
(farmacia compresa) di rimborsare l’utente–consumatore, ovvero di
sostituire il prodotto risultato difettoso (fermo il diritto di regresso
del dettagliante verso l’azienda produttrice); ma questa è una vicenda che
nulla ha a che vedere con il recesso cui il quesito si riferisce.

(s.lucidi)

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