Sediva News del 19 aprile 2011

La macchinetta del caffé in farmacia – QUESITO

E’ vero che l’installazione della macchinetta del caffè in farmacia, oltre
che il gradimento dei clienti ai quali il caffè sarebbe offerto
gratuitamente, incontrerebbe anche dei vantaggi fiscali?

Certamente.

La stessa Amministrazione finanziaria ha assimilato ai distributori
automatici di bevande calde (caffè & co.) anche quelli funzionanti a cialde
– che, al pari di quelli a monete o a gettoni, sono anch’essi automatici –
riconoscendo, pertanto, la detrazione dell’iva assolta sull’acquisto delle
cialde, dato che la regola generale dell’indetraibilità dell’iva assolta
sugli acquisti di alimenti e bevande trova un’espressa eccezione appunto
per le somministrazioni effettuate mediante distributori automatici
collocati nei locali dell’impresa.

Diverso sarebbe invece il discorso, si badi bene, ove si mettesse a
disposizione del personale una macchinetta “self service” poiché in questo
caso l’iva assolta sulle forniture del caffé sarebbe indetraibile, mentre,
sotto il profilo delle imposte dirette, il costo della fornitura del caffé
– rientrando tra le spese relative ad opere e servizi utilizzabili dalla
generalità dei dipendenti – sarebbe deducibile dal reddito della farmacia
nella misura del 5 per mille dell’ammontare delle spese per lavoro
dipendente complessivamente sostenute in uno stesso anno.

D’altro canto i caffé consumati dai dipendenti non costituirebbero per
loro un compenso in natura imponibile, né ai fini fiscali, né a quelli
previdenziali.

(s.civitareale)

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