Sediva News dell’8 aprile 2011

La (più) ampia responsabilità del socio di una sdf ereditaria – QUESITO

Con i miei due figli non farmacisti gestiamo la farmacia di mio marito in
comunione ereditaria da alcuni mesi, ma in questi giorni siamo stati
costretti a prendere atto con sorpresa di un pesante indebitamento della
farmacia; vorremmo sapere quali sono i nostri rischi personali, anche
perché alcuni creditori stanno già avviando azioni esecutive.

Se si trattasse di una società di persone (snc o sas) c.d. regolare
(formata pertanto per atto pubblico o scrittura privata autenticata e
iscritta nel Registro delle imprese tenuto dalla CCIAA competente per
territorio), la responsabilità di ogni socio per le obbligazioni sociali
sarebbe bensì illimitata e solidale – esattamente come quella dei soci
delle società di fatto (come la Vostra) e delle società irregolari (che
sono quelle formate per atto scritto ma non iscritte nel Registro delle
imprese) – ma anche, diversamente rispetto a questi ultimi, sussidiaria,
laddove cioè “i creditori sociali, anche se la società è in liquidazione,
non possono pretendere il pagamento dei singoli soci, se non dopo
l’escussione del patrimonio
sociale” (art. 2304 cod.civ.).
Questa importante diversità, tra l’altro, spiega anche perché è opportuno
regolarizzare al più presto una comunione ereditaria (che dal punto di
vista giuridico insorge – alla data stessa della morte del titolare della
farmacia – appunto come società di fatto); la regolarizzazione, infatti,
permette agli eredi–soci di interporre tra loro e i creditori della società
l’intero patrimonio di quest’ultima.
Nel nostro diritto commerciale (come in altri ordinamenti civilistici) le
obbligazioni sociali trovano insomma la loro garanzia, per così dire,
naturale nel capitale e nel patrimonio sociale, e quindi nei conferimenti
originari dei soci e nei beni acquistati dalla società nel corso
dell’esercizio collettivo dell’impresa, e soltanto sussidiariamente nel
patrimonio personale dei soci.
Ecco perché, come detto, il codice riconosce a ciascun socio
illimitatamente (con tutti i suoi beni) e solidalmente (nei rapporti con
gli altri soci) responsabile – e perciò a tutti i soci di una snc
(regolare) ed ai soci accomandatari di una sas (regolare) – il c.d.
beneficium excussionis, il diritto, cioè, alla preventiva escussione dei
beni sociali (nel che si sostanzia la sussidiarietà cui si è fatto cenno),
che è una condizione di procedibilità dell’azione esecutiva nei confronti
del socio da parte del creditore, sul quale grava conseguentemente l’onere
della prova dell’insufficienza del patrimonio della società.
Ma questo, lo ribadiamo, soltanto se la società di persone è regolare,
perché è proprio l’iscrizione alla CCIAA – costituendo essa una forma di
pubblicità legale, prevista naturalmente a tutela dell’affidamento dei
terzi – a notiziare ex se alla generalità l’esistenza della società e le
sue norme costitutive-statutarie.
Se intendete dunque evitare che i creditori sociali possano agire
indisturbati nei confronti – indifferentemente – della sdf ereditaria e/o
di ciascuno di Voi, dovrete procedere quanto prima alla regolarizzazione
della sdf in snc o sas, iscrivendola evidentemente nel Registro delle
imprese.
In tal caso, quei creditori saranno costretti ad aggredire dapprima la sola
snc, e, soltanto in caso di esperimento negativo, agire poi nei confronti
di uno e/o l’altro dei soci, anche se non è probabilmente necessario (come
abbiamo osservato tempo fa in un’altra occasione) che costoro debbano
sobbarcarsi l’onere di giudizi esecutivi destinati a rivelarsi infruttuosi
e/o attendere il fallimento della società, sembrando sufficiente un suo
stato – generale e conclamato – di insolvenza.
(g.bacigalupo)

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