Sediva News del 6 aprile 2011
Omaggi pasquali ai clienti – QUESITO
In occasione delle festività (anche pasquali) ho l’abitudine di offrire un
piccolo omaggio (per lo più si tratta di dolciumi) ai dipendenti ed ai
clienti di riguardo.
Poiché la spesa, pur se non eccessiva, va sempre sostenuta, vorrei sapere
se è prevista qualche agevolazione fiscale e se a tale proposito sia
necessario acquisire la fattura.
Dal tenore letterale del quesito ci sembra di capire che questi omaggi
consistano in definitiva in beni di modico valore offerti ai dipendenti e
ai clienti di riguardo.
Ebbene, per tracciare correttamente il trattamento fiscale di
operazioni del genere bisogna distinguere le elargizioni fatte ai clienti
da quelle rivolte, invece, ai dipendenti.
Quanto alle prime, dal punto di vista delle imposte sui redditi, gli
acquisti di beni di valore unitario non superiore a 50 euro distribuiti
gratuitamente alla clientela sono, come noto, deducibili per il loro intero
ammontare senza ulteriori condizioni (in particolare, non viene richiesto,
come per le altre spese di rappresentanza, che la spesa sia commisurata
all’ammontare dei ricavi della farmacia).
Ai fini dell’iva, invece, per effetto di un improvvido mancato
coordinamento con le nuove regole in materia di imposizione diretta, la
detrazione spetta soltanto se il valore unitario dei beni non supera, al
netto appunto dell’iva, l’importo di euro 25,82; pertanto il massimo
beneficio fiscale (deduzione integrale del costo ai fini delle imposte
dirette più detrazione integrale dell’iva assolta sull’acquisto) si
consegue soltanto se il costo unitario dell’omaggio resta contenuto nel
richiamato limite di euro 25,82 (il che francamente, considerando la natura
dei beni, sembra un’ipotesi ragionevolissima); oltre tale importo, e sempre
fino al “tetto” di 50 euro, si manterrà evidentemente il solo vantaggio
fiscale della deduzione integrale del costo ai fini dell’imposizione
diretta perché l’iva diventerà indetraibile.
A conti fatti – tenuto conto che l’iva, pur se indetraibile, concorre
alla formazione del costo fiscalmente deducibile – per “catturare”
quest’ultimo beneficio fiscale, è necessario che l’imponibile iva dei
nostri regali non superi, rispettivamente, i 48,08 euro in caso di aliquota
del 4%, i 45,45 euro, se l’iva è al 10%, e i 41,67 euro, infine, ove
l’aliquota sia del 20%.
In ogni caso, al momento della consegna del bene non bisognerà fare
alcunché e tantomeno scontare alcuna imposta, dato che le operazioni non
sono rilevanti ai fini del tributo.
Quanto ai dipendenti, fino al valore – da calcolarsi per anno e per
dipendente – di € 258,23, gli omaggi non costituiscono per i dipendenti
stessi dei benefit da assoggettare a ritenuta fiscale e contributiva da
parte della farmacia, mentre il relativo costo sarà per quest’ultima
fiscalmente deducibile come spesa per prestazioni di lavoro subordinato.
Insomma, entro il “tetto” annuale di 258 euro, l’omaggio non costerà nulla
al dipendente in termini di imposte e contributi.
Ai fini iva, invece, poiché le liberalità ai dipendenti esulano dal
contesto della disciplina relativa alle spese di rappresentanza, dovrebbe
valere la regola comune in materia di acquisti di alimenti e bevande e,
quindi, i dolciumi acquistati per essere destinati al personale non danno
diritto alla detrazione dell’iva, e questo anche per importi al di sotto
della soglia dei 25,82 euro; anche in tal caso, però, al momento della
consegna del bene non sarà necessario fare nulla e neppure scontare una
qualsiasi imposta, proprio perché anche qui le operazioni non rilevano ai
fini di questo tributo.
Quanto, infine, alla documentazione da farsi rilasciare dal fornitore
al momento dell’acquisto, non v’è dubbio che essa debba consistere in una
regolare fattura intestata alla farmacia e contenente la descrizione dei
beni acquistati con la specificazione del loro costo unitario, al fine
proprio di evidenziare – qualora fosse non superiore a 25,82 euro – il
diritto alla piena detrazione dell’iva.
(s.civitareale)
GB /cg