Le tassazioni delle vincite on-line

Il gioco on-line è sempre più di moda, ma in qualche caso chi vince non si
deve dimenticare di regolare i conti con il Fisco.

Con una recentissima risoluzione, infatti, l’Agenzia delle Entrate (n.
141/E del 30 dicembre 2010) ricorda in primo luogo che tutti coloro che
incassano vincite da questi “casinò virtuali” con sede all’estero,
facendoli accreditare su un conto pure detenuto all’estero (anche se
infruttifero), devono compilare il Quadro RW del Modello Unico (ai fini del
monitoraggio fiscale delle attività detenute appunto all’estero) se la
consistenza di questi conti bancari sia superiore a diecimila euro; ove poi
decidano anche di trasferire in Italia importi sempre superiori ai
diecimila euro, l’obbligo della dichiarazione si estende anche a tali
movimenti.

Inoltre, dato che verosimilmente su queste somme non è stata operata alcuna
ritenuta – contrariamente a quel che accade per le vincite riscosse in
Italia da enti “nazionali”, pubblici o privati che siano – dovrà essere
cura del fortunato vincitore inserire la somma riscossa nella dichiarazione
dei redditi riguardante l’anno in cui è avvenuta la riscossione.

E questo, perché l’art. 67, comma 1, lett. d), del T.u.i.r. include le
vincite di lotterie, concorsi a premio, giochi e scommesse e, in generale,
ogni altro premio derivante da prove di abilità o dalla sorte, tra i
redditi diversi da assoggettare a tassazione nella dichiarazione relativa
all’anno di percezione (c.d. “criterio di cassa”); per di più, detto per
inciso, l’imponibile ai fini fiscali è costituito dall’intero ammontare
percepito nel periodo di imposta, senza alcuna deduzione e, dunque, senza
tener conto delle eventuali spese sostenute per la partecipazione al gioco
“virtuale”.

(v. pulieri)

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