Sediva News del 23 aprile 2010

Le prescrizioni di farmaci veterinari – QUESITO

Vorrei un quadro delle varie prescrizioni veterinarie e sapere in quale
sanzione incorre il farmacista se non rispetta la triplice copia.

Non frequentiamo più di tanto questa materia, ma ci pare che la confezione
dei farmaci veterinari agevoli – proprio sotto questo aspetto – il
farmacista, perché vi è generalmente riportato anche il regime di
dispensazione.

Per quel che ne sappiamo, e soprattutto scorrendo rapidamente il d.lgs. 6
aprile 2006, n. 193 (Codice comunitario dei medicinali veterinari), la
prescrizione del veterinario (misteriosamente chiamato medico veterinario…)
può essere: a) ripetibile (per lo più sono i medicinali destinati agli
animali da compagnia); b) non ripetibile in unica copia (che interessa
anche gli stupefacenti, per i quali tuttavia va adottato lo speciale
ricettario ministeriale); c) non ripetibile in triplice copia (su modello
pure ministeriale, composto però di tre fogli autocopianti di colore
diverso).

Trascurando alcune particolarità sul piano formale, la classificazione,
come si vede, è sostanzialmente la stessa delle prescrizioni di farmaci ad
uso umano, e del resto sono numerosi (e indicati in uno specifico elenco
predisposto dal Ministero della Salute) anche i medicinali veterinari senza
obbligo di prescrizione, per i quali valgono evidentemente le regole che
disciplinano la dispensazione al pubblico dei SOP, compresa quella della
loro vendibilità da parte di parafarmacie e simili.

Quanto, in particolare, alla prescrizione con ricetta non ripetibile in
triplice copia, riguarda – come precisa l’art. 76, terzo comma, del Codice
– i “medicinali veterinari ad azione immunologica, di premiscele medicate
nonche’ di medicinali veterinari contenenti chemioterapici, antibiotici,
antiparassitari, corticosteroidi, ormoni, antinfiammatori, sostanze
psicotrope, neurotrope, tranquillanti e beta-agonisti, prescritti per la
terapia di animali destinati alla produzione di alimenti per l’uomo”. E,
delle tre copie, “la prima viene conservata dal farmacista, la seconda
viene da questi inviata alla A.S.L. entro una settimana dalla vendita e la
terza viene conservata dal titolare degli impianti di cui all’articolo 65”.

Infine, in caso di vendita da parte del farmacista di medicinali veterinari
senza presentazione di ricetta, ove obbligatoria, il comma 11 dell’art. 108
del Codice prevede a suo carico l’irrogazione di una sanzione pecuniaria –
comunque amministrativa – da 1.549,00 a 9.296,00 euro, che si applica anche
(a seguito della modifica espressa introdotta al comma 11, dall’art. 1,
lett. h), punto 2., del d.lgs. 143/2007) nell’ipotesi di mancato rispetto
della formalità della triplice copia. L’importo della sanzione va invece da
15.493 a 92.962 euro nel caso dell’inosservanza – sempre da parte del
farmacista – di provvedimenti di modifica, revoca o sospensione dell’AIC.

(g.bacigalupo)