Sediva News del 19 marzo 2010

Gli apparecchi per autoanalisi nella “Tremonti ter” – QUESITO

Rientrano nell’agevolazione “Tremonti-ter” le apparecchiature per
autoanalisi (misurazione pressione, valori ematici, etc.)? Il mio fornitore
mi assicura di sì, potendo, infatti, essere ricomprese nel codice 28.99.99
della Divisione 28 ATECO 2007.

Come già abbiamo avuto modo di osservare più volte, gran parte dei dubbi
ingenerati negli operatori da questa terza versione della “Tremonti”
riguardano proprio il criterio adottato dal legislatore per
l’individuazione dei beni agevolabili, che sono bensì contenuti nella
Divisione 28 della Tabella ATECO 2007, ma vi sono probabilmente
identificati troppo genericamente.
A ben guardare, la difficoltà sta soprattutto nel fatto che la Tabella
classifica dapprima le attività, per poi scendere nell’elencazione dei
beni ivi ricompresi; inoltre, la Divisione 28, come del resto anche le
altre Divisioni della stessa Tabella, presenta, nei diversi livelli di
sotto-classificazione, alcune voci residuali (contraddistinte dalla sigla
“nca”, che vuol dire “non classificabile altrove”) che, appunto perché
tali, hanno ovviamente la funzione di “chiudere” l’elenco stesso,
sopperendo così all’oggettiva impossibilità di operare una ricognizione
davvero esaustiva di tutti i beni inclusi dal provvedimento nella singola
attività.
Perdipiù, la Divisione 28 (“Fabbricazione di macchinari ed apparecchiature
n.c.a.”) è essa stessa una Divisione “residuale”, ricomprendendo
evidentemente tutte le attività di fabbricazione ed apparecchiature non
classificabili in altre Divisioni del Settore C (Attività manifatturiere).
Tenuto conto di queste considerazioni, quindi, all’individuazione dei beni
agevolabili si dovrebbe pervenire attraverso il (non semplicissimo)
seguente ragionamento.
Il primo passo impone fatalmente di verificare se il bene che ci interessa
sia riferibile ad uno dei codici specifici della Divisione 28, dato che, in
caso affermativo, il problema può ritenersi subito positivamente risolto,
cosicché, ad esempio, l’acquisto di una calcolatrice, essendo quest’ultima
espressamente indicata nel codice 28.23.09 (“fabbricazione di macchine ed
altre attrezzature per ufficio esclusi computer e periferiche”), sarebbe
sicuramente ammesso all’agevolazione.
Quando, invece, l’esito di questa immediata verifica sia negativo, per
poter concludere a favore dell’agevolabilità dell’acquisto del bene è
necessario passare ad un secondo controllo, che consiste nell’appurare
che quel bene non sia compreso in altre Divisioni (diverse dalla n. 28)
dello stesso Settore C, e tanto nei loro codici specifici, quanto –
attenzione – nei loro codici residuali.
Infatti, se la nostra indagine non si estendesse anche ai codici residuali
delle Divisioni diverse dalla Divisione n. 28, si finirebbe con
l’attribuire a quest’ultima esattamente tutti quei beni non espressamente
indicati nelle altre Divisioni, mentre – questo è il punto – il “cuore”
della Tremonti ter pretende, come accennato, che soltanto i beni contenuti
nella Divisione 28 siano agevolabili.
Ora, ribadendo che la Tabella ATECO 2007 è organizzata per attività e non
per beni, bisogna appurare – per poter escludere con tranquillità il bene
dalle altre Divisioni – che l’attività del suo produttore non sia
ascrivibile a una di esse, così da poter alfine ricomprendere, del tutto
ragionevolmente, la produzione del bene (e perciò, giocoforza, anche il
suo acquisto) nella Divisione 28 pur se – considerato l’esito negativo
della prima verifica – soltanto in via residuale.
Applicando finalmente al quesito questo ragionamento, diciamo subito che
le apparecchiature per auto-analisi utilizzate in farmacia si configurano,
ai sensi del D.Lgs.vo 332/2000, quali “dispositivi diagnostici in vitro”
destinati per l’appunto alle auto-analisi. La norma, come è noto, prende in
considerazione non solo i dispositivi diagnostici veri e propri ma anche
tutti gli accessori ed ausilii – software compreso – necessari per il loro
corretto funzionamento, e dunque, non essendo rintracciabile nella Tabella
ATECO 2007 la specifica voce “dispositivi diagnostici in vitro”, prima di
includerli definitivamente nella Divisione 28 (e, in particolare, nel
codice 28.99.99 – “fabbricazione di altre macchine ed attrezzature per
impieghi speciali nca” – da Lei invocato) sarebbe necessario verificare
attentamente se l’attività di produzione di tali beni non sia ricompresa in
una qualche voce assimilabile presente nella Tabella.
D’altra parte, crediamo che la voce che più si presti a questa
assimilazione sia piuttosto il codice 26.60.09 (“Fabbricazione di altri
strumenti per irradiazione ed altre apparecchiature elettroterapeutiche”),
un’attività nella quale, come avvertono le note esplicative alla Tabella,
deve essere inclusa anche la fabbricazione di apparati per usi medico-
diagnostici, pur se, per la verità, tale attività comprenderebbe la
fabbricazione di apparecchiature particolarmente complesse caratterizzate
da elevata tecnologia, e pertanto difficilmente riconducibili alle
attrezzature per auto-analisi comunemente utilizzate nelle farmacie.
Laddove, invece, questo pur non facile giudizio desse esito negativo,
potrebbe essere lecito concludere – dando perciò per il loro acquisto “via
libera” all’agevolazione – che l’attività di produzione di queste macchine
rientri nella Divisione 28 e, in particolare, nel codice residuale
28.99.99, non essendo previsto alcun codice specifico per queste
particolari apparecchiature.
Naturalmente, per concludere, in un’analisi complessa come questa le
informazioni rese dal fornitore-produttore di un bene, specie con riguardo
al corretto inquadramento statistico dell’attività di cui trattasi e alle
caratteristiche tecnico-scientifiche del bene prodotto, potranno rivelarsi
– come d’altronde è intuitivo – di grande aiuto anche per la migliore
disciplina fiscale del suo acquisto.

(s.civitareale)

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