Sediva News dell’11 marzo 2010
La rappresentanza delle società ereditarie – QUESITO
Siamo tre fratelli e abbiamo ereditato una farmacia che intendiamo gestire
in società (attualmente è una società di fatto) per i due anni di legge;
tenuto conto che uno di noi risiede in una località lontana, è obbligatorio
– come pretende la Asl – che gli atti della società siano firmati da tutti
e tre gli eredi?
Una società di persone (di fatto o di diritto, regolare o irregolare), a
meno che il suo atto costitutivo/statuto – se c’è – non preveda
diversamente, è in principio rappresentata e amministrata disgiuntamente
da tutti i suoi componenti, ferma naturalmente la responsabilità puramente
interna – cioè nei rapporti tra loro – degli atti individualmente compiuti
per conto della società.
E nel vostro caso questo è ancor più vero, dato che si tratta di una
società di fatto (che però, come abbiamo scritto ripetutamente, sarebbe
comunque opportuno regolarizzare senza indugio), la quale, per
definizione, non è formata e/o regolata da un atto scritto che possa
dunque prevedere qualcosa di diverso – quanto alla rappresentanza e
all’amministrazione – dalla facoltà di ogni socio di agire appunto
disgiuntamente dagli altri.
La pretesa della Asl sembra dunque priva di qualunque fondamento.
(g.bacigalupo)
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