Sediva News del 5 marzo 2010

Quando l’acquisto di una parrucca può essere detraibile come spesa
sanitaria.

Anche l’acquisto di una parrucca, ove necessaria al superamento di
difficoltà soprattutto psicologiche derivanti dalla caduta dei capelli in
connessione con trattamenti chemioterapici, può essere un onere fiscalmente
rilevante: in questo senso ha concluso recentemente l’Agenzia delle
Entrate, che ha infatti considerato tale acquisto una spesa sanitaria per
la quale spetta dunque una detrazione d’imposta lorda pari al 19% della
spesa sostenuta, sia pure – secondo le regole – per la sola parte eccedente
l’importo di euro 129,11 (art. 15, comma 1, lettera c, del Tuir).

È ben vero, infatti, che neppure tale parrucca è ricompresa nel
Nomenclatore tariffario delle protesi (allegato al decreto 332/1999 del
Ministero della Sanità), e però, rileva l’Amministrazione finanziaria,
questo non può costituire un ostacolo alla detraibilità della spesa, ove
questa sia volta – come in casi del genere – a eliminare o ridurre i danni
estetici conseguenti ad una patologia importante, e rappresenti pertanto un
“supporto” di rilievo in una condizione di grave disagio psicologico nelle
relazioni di vita quotidiana.

Proprio tenuto conto di tali considerazioni, conclude però l’Agenzia delle
Entrate, la parrucca – ai fini appunto della detraibilità del suo acquisto
– può rientrare in questi casi tra le protesi sanitarie soltanto se
fabbricata ed immessa in commercio dal fabbricante con la destinazione
d’uso di dispositivo medico come sopra definito e, quindi,
obbligatoriamente marcata CE, ai sensi e per gli effetti della Direttiva
93/42/CEE.

(p.liguori)

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