Sediva News del 24 febbraio 2010
Farmacia o dispensario stagionale? – QUESITO
Nel nostro comune di 10.200 abitanti, e che conta tre farmacie, la Regione
pare intenda istituire una farmacia succursale, perché effettivamente la
popolazione s’incrementa notevolmente d’estate.
A noi risulta però che in questi casi può essere istituito soltanto un
dispensario stagionale, e la differenza è importante perché la gestione
spetterebbe alla farmacia più vicina e non a seguito di un concorso.
La distinzione tra i due presidi – che attiene, per la verità, anche alle
loro diverse dimensioni, per così dire, “aziendali”, oltre che ai criteri
per l’affidamento in gestione – è stata ben sintetizzata nel quesito, e
quindi non dobbiamo aggiungere altro.
Non stanno le cose come Lei suppone, invece, per quanto riguarda i
presupposti dell’istituzione dell’uno o dell’altro presidio, almeno secondo
noi.
Infatti, mentre nei comuni “climatici” o “turistici” (che poi finiscono per
essere quasi… tutti) con oltre 12.500 abitanti è possibile istituire
soltanto farmacie stagionali (o succursali, che dir si voglia), in quelli
con popolazione inferiore ci pare che la regione possa invece scegliere tra
farmacia e dispensario stagionale.
Non è bensì una scelta arbitraria, né del tutto libera, perché deve
comunque tener conto “della media giornaliera delle presenze annuali
rilevate dalle aziende di promozione turistica di cui all’art. 4 della l.
17/5/83 n. 217”, e però la discrezionalità regionale appare qui la più
ampia possibile rendendo così, nella realtà, molto disagevole contestarla
in sede anche giudiziaria.
Ecco quindi un aspetto su cui, ad esempio, le Regioni potrebbero fare senza
grandi difficoltà un po’ più di chiarezza, anche perché in questa vicenda
non sembra siano ricavabili dalla normazione statale principi fondamentali
impenetrabili dal legislatore regionale.
(g.bacigalupo)