Sediva News del 23 febbraio 2010

Varie sul lavoro

Certificato medico e visita fiscale
D – Il mio consulente sostiene che il lavoratore ha 2 giorni di tempo per
inviare il certificato medico e che la visita fiscale si può chiedere solo
dopo aver ricevuto il certificato.
R – Il Suo consulente del lavoro ha ragione con riguardo ai due giorni che
il lavoratore ha a disposizione per inviare il certificato medico, ma non
ha del tutto ragione a proposito della visita fiscale, che il datore di
lavoro può infatti richiedere – indipendentemente dalla ricezione del
certificato – sulla base della semplice comunicazione del lavoratore.
Quest’ultimo, infatti, prescindendo appunto dalla trasmissione del
certificato, è tenuto a rendere nota la sua assenza (anche in via breve)
entro 24 ore, rischiando, diversamente, di vedersi considerare
ingiustificata l’assenza stessa.

Il lavoro durante il preavviso
D – Quali sono i diritti e gli obblighi delle parti durante il preavviso?
R – Parliamo del periodo naturalmente compreso tra la comunicazione del
licenziamento e la scadenza del termine contrattuale di preavviso, durante
il quale il rapporto prosegue normalmente, permanendo quindi tutti i
diritti e gli obblighi delle parti.
In giurisprudenza si è ripetutamente affermato che il periodo di preavviso
deve bensì essere considerato anche ai fini della maturazione del diritto
alle ferie e/o della corresponsione della indennità sostitutiva, ma
sempreché il lavoratore abbia effettivamente prestato attività lavorativa
anche in tale periodo; diversamente, quando cioè il dipendente sia stato
dispensato dalla prestazione del servizio nel corso del preavviso, non
gli
sono dovuti i relativi ratei di ferie.

Il lavoratore padre
D – Un mio collaboratore farmacista è diventato padre da alcuni mesi e mi
ha chiesto dei riposi giornalieri. Sono tenuto ad aderire alla richiesta?
R – La legge prevede che, in alternativa alla madre, i riposi giornalieri
possano essere utilizzati anche dal padre lavoratore, ma quando la madre a)
se lavoratrice dipendente anche lei, non se ne avvalga; b) non sia
lavoratrice dipendente e quindi non possa utilizzare il beneficio; c) si
trovi in stato di grave infermità ovvero sia deceduta.
Aggiungiamo che il lavoratore-padre ha diritto a due periodi di riposo
giornalieri di un’ora ciascuno, anche cumulabili, ovvero ad un solo
periodo, quando il numero di ore lavorative giornaliere sia inferiore a
sei.

La retribuzione nelle ore di “reperibilità”
D – Come deve essere retribuito un lavoratore che ha l’obbligo della
reperibilità nelle ore di chiusura della farmacia?
R – In caso di servizio notturno con reperibilità fuori farmacia, al
lavoratore che, dopo aver prestato normale servizio diurno, abbia l’obbligo
di rendersi reperibile nelle ore di chiusura della farmacia, spetta
globalmente – proprio per tale reperibilità – un compenso pari al 10% della
retribuzione di fatto mensile, oltre a un diritto fisso per ogni chiamata
pari all’importo stabilito dalla Tariffa Nazionale.
(m.porry)

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