Sediva News del 20 gennaio 2010

Titolarità individuale di farmacia e impiego part-time – QUESITO

Sono titolare di farmacia da 6 anni, e da oltre 25 ricopro come dipendente
un incarico manageriale, da molto tempo per metà giornata, in una società
di servizi privata; vorrei sapere se c’è incompatibilità come per i soci.

Stiamo parlando di norme restrittive, e quindi i casi di incompatibilità
espressamente dettati per il socio (art. 8, I comma, L. 362/91) non
possono essere estese – puramente e semplicemente – al titolare di farmacia
in forma individuale.

Alcune di quelle figure, del resto, coinvolgono sicuramente anche
quest’ultimo, ma soltanto perché espressamente previste come tali da altre
disposizioni (così è per l’informazione scientifica del farmaco, per il
“rapporto di lavoro pubblico”, per la titolarità di un’ “altra
farmacia”), e dunque non possono qui sorgere dubbi; ma per le altre,
compreso perciò anche il “rapporto di lavoro privato” (incompatibile con la
veste di socio per il disposto sub c) del I comma dell’art. 8), il titolare
non può certo essere tranquillamente accomunato al socio.

Per la verità, qualcuno, se ricordiamo bene, perverrebbe a conclusioni
opposte facendo perno sulla “responsabilità del regolare esercizio e della
gestione dei beni patrimoniali della farmacia”, posta a carico del titolare
ai sensi dell’art. 11 della stessa l. 362/91, che ha interamente riscritto
l’art. 11 della l. 475/78.

Ora, per quest’aspetto il vecchio testo imponeva al titolare addirittura
“la gestione diretta e personale dell’esercizio e dei beni patrimoniali
della farmacia”, una formulazione che però, come molti ricorderanno, aveva
dato parecchi grattacapi in sede interpretativa, e alcuni anche sul piano
applicativo, fino a convincere il legislatore del ’91 ad intervenire nei
termini di cui si è appena detto.

Senonché, anche per questo, la differenza tra i due testi non può
verosimilmente essere di mero vocabolario, ma rispecchia l’intento del
nuovo art. 11 di sottrarre giustamente la persona fisica del titolare della
farmacia ad una fittissima ragnatela di adempimenti commissivi sino ad
allora ingiustificatamente imposti a lui – almeno sulla carta – in forma
persino “diretta e personale” (e riguardanti sia la conduzione
professionale dell’esercizio che la sua gestione commerciale), affermando
invece, molto più ragionevolmente, soltanto la sua responsabilità per
qualunque irregolarità inerente all’uno o all’altro dei due profili.
Anche da questo punto di vista, in conclusione, lo svolgimento di un
rapporto di impiego privato (per di più part-time) non può considerarsi –
perlomeno di per sé – interdetto al titolare di farmacia; esteticamente non
sarà forse un quadro ineccepibile, ma non sembra confliggere con il sistema
attualmente in vigore.
(g.bacigalupo)

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